Concludiamo la nostra carrellata sull’evoluzione di contenuti e metodi d’informazione.
Tra le novità evidenziate da Mashable anche la produzione di contenuti per mano di aziende e professionisti. Ciò significa che sempre più nomi commerciali decidono di voler parlare di sé, spesso attraverso agenzie dedicate: per diffondere le notizie che li riguardano, far luce sui settori in cui operano, o anche solo per esprimere ai propri clienti che non sono solo “venditori”, ma persone con interessi e desiderio di ricevere feedback.
La geolocation sembra quasi un pettegolezzo del mondo geek: su questa funzione si stanno evolvendo numerose applicazioni per iPhone e Android che permettono di condividere esperienze sulla base del luogo in cui ci si trova. Ecco che se vado in un ristorante messicano a New York posso non solo comunicare in tempo reale dove mi trovo e incontrare i miei contatti in zona, ma posso anche fare una recensione dello stesso ristorante, visibile e ampliabile dai commenti di altri utenti. Non sono forse queste notizie? Tra l’altro, affiancabili da inserzioni pubblicitarie ad hoc, legate alla zona, oltre che ai contenuti.
Forse la novità più importante non riguarda però i contenuti, quanto l’hardware con cui fruire di essi: in particolare nell’ultimo anno abbiamo assistito all’enorme crescita del mobile che, grazie alla sua intrinseca portabilità e alla facilità di connessione, è diventato uno dei metodi principali per tenersi aggiornati. A quanto pare, tra l’altro, l’utente è molto più disposto a pagare per ricevere contenuti sul cellulare, piuttosto che su pc, dove da sempre è abituato ad avere tutto gratis. E sempre rimanendo sull’argomento “strumenti”, gli smartphone sono seguiti a ruota dagli e-reader, che sono stati certamente il regalo-rivelazione del Natale 2009 (almeno negli States).
Che dire della tv? Questo oggetto un po’ obsoleto si sta avvicinando a Internet seguendo varie strade. In Italia poche, per la verità: una di queste è CuboVision di Telecom, che si propone come “nuova televisione via internet”, ma che al momento sembra semplicemente riproporre i canali del digitale terrestre, YouTube e La7.tv. Negli States invece da un paio d’anni spopola Hulu, servizio web che offre film e spettacoli tv in diretta, ma col valore aggiunto della condivisione sociale, permettendo agli utenti di pubblicare propri video e di discutere sui contenuti trasmessi: una vera social tv.
Last but not least, diamo spazio al divertimento: social games come Farmville hanno raggiunto una popolarità in un certo senso inaspettata, creando nuovi enormi bacini d’utenza. E anche il gioco online può avere a che fare con l’informazione, quando l’americana NBC lancia un gioco per una propria serie televisiva, spronando gli utenti a scrivere dello show in cambio di punti e vincite. L’entertainement dunque come strumento apparentemente di puro svago, ma che si declina come strumento per l’advertising e per l’informazione.