Perché ha delle mancanze e quale sarà il suo destino.
Dopo tantissimi rumors e previsioni più o meno azzeccate, la curiosità degli Apple-maniaci è stata finalmente soddisfatta con la presentazione di iPad, il tablet della mela morsicata. Impossibile elencare siti e blog che ne hanno parlato: dai più autorevoli a quelli dei semplici fan, nella giornata del 27 gennaio aprire un browser significava imbattersi in caratteristiche e video live.
iPad, per dirla in modo semplice, si inserisce nello spazio di mercato tra smartphone e laptop: a prima vista iPad è come un iPhone gigante e, in effetti, su di esso possono girare praticamente tutte le applicazioni scaricabili dall’App Store. Lo schermo LCD è da 9,7 pollici e ha una risoluzione di 1024×768 pixel; per quanto riguarda la memoria, sono previsti tre modelli da 16, 32 e 64 GB.
La funzione che principalmente differenzia iPad da iPhone è il suo utilizzo come e-reader: il nuovo gioiellino Apple si presenta come l’antagonista per eccellenza del Kindle di Amazon, con un proprio bookstore che, ovviamente, è stato chiamato iBooks. La battaglia fra i due è aperta, anche se iPad sarà in vendita a partire da fine marzo: si giocherà sul prezzo, sulla quantità di titoli disponibili, sulle funzioni aggiuntive, sulla leggibilità e sulla durata della batteria.
Per il resto, su iPad si può navigare, gestire la posta, guardare film e contenuti video, giocare e lavorare con la suite iWork. A giudicare da quanto detto, la maggior rivoluzione su questo prodotto sembra essere, incredibilmente, il costo: si pensava che avrebbe sfiorato i mille dollari e invece per la versione base ne basteranno 499.
Insomma, tutti contenti? Come sempre, quando esce un nuovo prodotto Apple, esiste una larga schiera di fedelissimi che, potendo, acquisterebbe l’oggetto ad occhi chiusi, e una fazione opposta che quasi boicotta Apple, cercando necessariamente delle alternative. Ma se si dovesse darne un giudizio davvero oggettivo?
Sono tante le cose che mancano su iPad: niente Adobe Flash, niente porta USB né HDMI, niente webcam, tanto per dirne qualcuna. Anche il fatto che lo schermo non sia widescreen fa storcere il naso al pensiero di guardarci su un film, mentre l’impossibilità del multitasking è una pecca soprattutto per chi pensa di usarlo per lavoro. Altre mancanze che sono state segnalate e delle quali però forse non si sentirà la mancanza sono lo schermo OLED (bello, ma per ora consuma e costa troppo) e la tastiera.
Va detto che Apple non si è dimenticata qualche device in corso d’opera: è chiaro che se manca qualcosa, ciò è frutto di una scelta precisa. iPad è stato creato per la fruizione di contenuti: film, libri e riviste elettroniche, videogames, possibilmente acquistati dall’App Store; non sostituisce, insomma, smartphone e laptop in un unico elemento.
E cosa si dice out there? Twitter è stata fin da subito la culla delle opinioni su iPad, dividendosi fra entusiasti e scettici. Poi ci sono le aziende del settore web e high-tech, che reagiscono come possono: Fujitsu addirittura reclamando la paternità (scaduta) del marchio; Adobe annunciando per i programmatori Flash la possibilità di sviluppare per iPad, non mancando però di condannare la filosofia di restrizione di Apple.
Commenti a ““Rivoluzione” iPad: tutti contenti?”
[...] una volta (come per iPad) a farne le spese pare sarà Flash: YouTube ha infatti introdotto da poco HTML 5, permettendo di [...]