Il futuro è piatto

tech 25.05.2010 comments 1

Come leggeremo nel futuro? Gli e-reader e la rivoluzione dell’editoria elettronica.

Da quando si è affacciato sul mercato, l’iPad ha monopolizzato la scena high-tech (come succede sempre con i prodotti Apple), ma l’iPad non è “fatto per leggere”: l’iPad è fatto per “farti fare un po’ di tutto”, semplicemente. I feticisti della lettura dovrebbero quindi avvicinarsi ad un altro dispositivo, più adatto a loro: l’e-reader.

I lettori elettronici (la nostra lingua, su questi argomenti, è sempre più macchinosa) sono una specie di portatili con un’unica superficie, che permettono di leggere libri e riviste in formato digitale. La tecnologia utilizzata è quella dell’e-ink in toni di grigio: gli e-reader sfruttano la luminosità ambientale e la loro lettura è quindi meno stancante di quella su uno schermo LCD.

Il primo e-reader affermatosi a livello internazionale è stato il Kindle di Amazon, il colosso americano dell’editoria che, insieme al lettore, ha lanciato anche un rifornito negozio di e-book. Ѐ stata poi la volta di Barnes & Noble, che ha messo sul mercato il lettore Nook, basato su Android, e il rispettivo negozio virtuale di titoli. Da lì (fine 2009) in poi, è stato un susseguirsi di novità.

Anche se finora i nomi principali sono quelli che abbiamo già elencato, nella lista dei produttori concorrenti si inseriscono Sony, BenQ, Samsung, LG, Asus, solo per citare i nomi più famosi. In realtà sono davvero tante le proposte (e le aziende in gioco): doppio schermo, colori (in realtà si tratta sempre di LCD), touch screen, applicazioni, accessori, ecc.

Non solo: aumentano anche i titoli a disposizione. Se fino a qualche tempo fa gli oggetti del desiderio erano perlopiù romanzi e saggi, ora sono quotidiani e magazine a darsi più da fare per passare al formato digitale (senza abbandonare però quello tradizionale): tanto per fare qualche illustre esempio, su Amazon si trovano New York Times, Financial Times, Forbes e Time.

Nel mercato anglofono la diffusione di libri e periodici elettronici e dei dispositivi adatti a fruirli ha raggiunto una massa tale da giustificare grandi investimenti nei settori dell’editoria e dell’IT: nel primo caso, la differenza la fanno i nomi storici del giornalismo; nel secondo, il prezzo e la ricchezza delle caratteristiche aggiuntive.

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