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	<title>id_ AQuest &#187; YouTube</title>
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		<title>Facebook sfida YouTube a colpi di social video</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 14:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta il monopolio di Google è minacciato da Facebook. Terreno di scontro: i video.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/social/facebook-sfida-youtube-a-colpi-di-social-video/"><img class="alignnone size-full wp-image-1063" title="social_video" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/04/social_video.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p><strong>Facebook</strong> usato come motore di ricerca: un po’ impropriamente, ma si fa. <strong>Google</strong> usato come social network: <a href="http://id.aquest.it/social/l-impero-google-colpisce-ancora/" target="_blank">Google Buzz</a> non è stato un enorme successo, ma si usa. I due giganti dell’IT si scontrano ormai da tempo, non limitandosi più a fare ognuno ciò che più gli è congeniale, ma tentando di cavalcare anche le specialità dell’altro.</p>
<p>L’ultima battaglia di questa guerra silenziosa è quella sui <strong>video</strong>: si sa che questi ultimi avranno uno spazio sempre maggiore nella comunicazione sul web, perché la loro immediatezza e completezza li rendono lo strumento più efficace e versatile per informare, divertire e persino vendere.</p>
<p><strong>YouTube</strong> è la piattaforma di condivisione video più utilizzata al mondo, dal 2006 di proprietà di Google. Facebook ha da sempre i video come applicazione proprietaria. In entrambi i casi si può dire che un video ci piace, lo si può commentare e condividere, ma tutto questo è innegabilmente più immediato su Facebook.</p>
<p>A marzo Facebook ha fatto il salto di qualità, accordandosi con Warner Bros per la distribuzione on-demand dell’ultimo film della serie Batman, <a href="https://www.facebook.com/darkknight?sk=app_10339498918" target="_blank">“Il Cavaliere Oscuro”</a>. A questo primo esperimento seguiranno altri titoli, che la casa di distribuzione metterà a disposizione a noleggio direttamente dalle fanpage dei film al costo di 30 crediti Facebook (3 dollari).</p>
<p>Se Facebook diventa distributore, YouTube-Google diventa un produttore, cioè una media company come quelle che siamo abituati a riconoscere dietro i programmi e le serie televisive. Ad aprile ha annunciato infatti la volontà di aprire <a href="http://www.webmasterpoint.org/news/google-e-una-web-media-company-con-youtube-tv-rivoluzione_p40178.html" target="_blank">venti canali tematici</a> sui quali trasmettere contenuti video finanziati e realizzati in proprio.</p>
<p>C’è da immaginarsi un prossimo futuro in cui i video saranno sempre più protagonisti della nostra vita sociale on-line? Commenteremo film, programmi  e partite in streaming, guardandoli in tempo reale con i nostri amici ma come fossimo ognuno nel proprio personalissimo cinema? Noi ci scommettiamo. In fondo, in qualche modo, sta già succedendo.</p>
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		<title>Old Spice Man: come creare un successo</title>
		<link>http://id.aquest.it/adv/old-spice-man-come-creare-un-successo/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 10:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’agenzia che ha creato il famoso spot ne svela i dietro le quinte. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/adv/old-spice-man-come-creare-un-successo/"><img class="alignnone size-full wp-image-981" title="OldSpice" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/08/OldSpice.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>L’avrete visto sicuramente, perché ha fatto il giro del web: il video <strong><em>“Old Spice Man”</em></strong> è lo spot di un comune (prima) deodorante da uomo, interpretato da un ragazzone muscoloso, che vorrebbe far credere a chi lo vede che basta uno spruzzo di <a href="http://www.oldspice.com/" target="_blank">Old Spice</a> per diventare come lui.</p>
<p>Lo <strong>spot </strong>ha avuto un enorme successo, dimostrato anche da parodie e seguiti, per la bravura degli sceneggiatori e dell’attore: un monologo velocissimo, in cui l’attore si rivolge direttamente al pubblico, in un unico piano sequenza dove però (in 30 secondi), si cambiano tanti diversi contesti.</p>
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<p>Il giornalista Leo LaPorte <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VDk9jjdiXJQ " target="_blank">ha intervistato</a> i creatori dello spot (Craig Allen ed Eric Kallman dell’agenzia Wieden + Kennedy) per carpire i segreti di tale successo. Tre giorni fitti di lavoro e zero <strong>effetti speciali</strong>: l’unico frammento in cui viene usata la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Computer-generated_imagery  " target="_blank">CGI</a> è quello in cui gli elementi nella mano dell’attore si trasformano fino a diventare il prodotto commercializzato.</p>
<p>Per riuscire a mettere tutto in una sola inquadratura, Craig ed Eric hanno dovuto costruire i vari scenari (spiaggia, barca, doccia, ecc.), mettendoli a ritroso rispetto il tempo della narrazione, oltre che arguti meccanismi per far cadere o trovare sulle mani dell’attore i vari elementi della scena.</p>
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<p><strong>Elementi vincenti</strong> e presenti anche negli spot successivi sono sicuramente: la velocità, il rivolgersi in modo evidente al target femminile (colpendo di sponda quello maschile), il linguaggio ironico e le situazioni al limite dell’assurdo (“sono su una barca”, “sono su un cavallo”).</p>
<p>Sicuramente uno dei migliori spot dell’anno: centinaia di parodie realizzate (ad es. quella della Harold B. Lee Library qui sotto), oltre 11 milioni di visualizzazioni per il <a href="http://www.youtube.com/user/OldSpice" target="_blank">canale su YouTube</a>, più di 800 mila fan su <a href="http://www.facebook.com/OldSpice" target="_blank">Facebook</a> e perfino una linea di abbigliamento e accessori <a href="http://store.oldspice.com/ " target="_blank">in vendita sul web</a>. Crediamo che la Old spice ne abbia venduti, di deodoranti.</p>
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		<title>La nuova faccia di YouTube: love it or hate it?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 16:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<category><![CDATA[web design]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[I fan si sono scatenati, come sempre succede quando un social network cambia design.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/web/la-nuova-faccia-di-youtube-love-it-or-hate-it/"><img class="alignnone size-full wp-image-877" title="YouTube" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/YouTube.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p><a href="http://id.aquest.it/tag/youtube/" target="_blank">YouTube</a> aveva già comunicato le modifiche alla sua piattaforma da gennaio, ma il nuovo design è diventato ufficiale solo pochi giorni fa: la prima impressione è quella di un’interfaccia quasi troppo minimale, come se ad un tratto “mancasse qualcosa”. In realtà c’è tutto, anche se dovremo riabituarci a questa nuova faccia.</p>
<p>Il <a href="http://id.aquest.it/design/" target="_blank">design</a> pulito, a quanto pare, rispetta in realtà il volere degli utenti. Secondo l’analisi fatta nei mesi scorsi dal team di YouTube, infatti, quasi il 40% di coloro che utilizzano la piattaforma video non sono interessati a commenti, subscriptions, rating, né ad altre funzionalità specifiche: se potessero, vorrebbero semplicemente titolo, video (il più grande possibile) e campo di ricerca.</p>
<p>Cos’è cambiato quindi su YouTube? Lo schema realizzato da <a href="http://mashable.com/2010/03/31/youtube-redesign-rollout/" target="_blank">Mashable</a> evidenzia bene i punti salienti del redesign.</p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/YouTube_newdesign.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-881" title="YouTube_newdesign" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/YouTube_newdesign.jpg" alt="" width="470" height="256" /></a></p>
<ol>
<li><strong>Username, subscription e tutti i video del canale</strong>: non sono più “schiacciati” a destra in alto, ma ben visibili appena sopra il riquadro del video.</li>
<li><strong>Descrizione del video</strong>: anche questa era relegata in alto a destra, mentre ora è appena sotto il video; lo spazio è sempre poco, neanche due righe prima del classico “more”, ma la visibilità è aumentata dal rollover azzurro.</li>
<li><strong>Ratings, favorites, playlists e condivisione social</strong>: queste funzionalità erano già raggruppate in una posizione quasi uguale a quella attuale, solo che ora sembrano forse più anonime, nei loro asimmetrici rettangolini; da notare in particolare che sono sparite le stelline che permettevano di graduare il voto, sostituite dal pollice su/giù stile Facebook.</li>
<li><strong>Informazioni e statistiche</strong>: a fianco della descrizione, più evidenti rispetto a prima, anche grazie al rollover azzurro.</li>
<li><strong>Risposte ai video</strong>: praticamente uguali alla vecchia versione.</li>
<li><strong>Commenti ai video</strong>: nella parte superiore sono pubblicati quelli con voti più alti, più sotto invece i commenti in ordine cronologico a partire dai più recenti.</li>
<li><strong>Possibilità di risposta e valutazione dei commenti</strong>: a comparsa quando si muove il mouse sulla lista.</li>
<li><strong>Video suggeriti in base alle scelte dell’utente</strong>: possibilità di riproduzione automatica (disattivabile) e opzioni per gli utenti registrati, in alto a destra; anche questi sono resi maggiormente visibili grazie al rollover azzurro;</li>
<li><strong>Aggiunta dei video alla coda</strong>: possibilità di modificare l’ordine dei suggerimenti (nuova versione della Quicklist); quest’area in particolare è stata rivoluzionata per cercare di trattenere il più possibile l’utente su YouTube, spingendolo a guardare un video dopo l’altro;</li>
<li><strong>Opzioni relative all’account</strong>: praticamente uguali alla vecchia versione.</li>
</ol>
<p>
<p>Da notare infine altre due aree che hanno acquisito maggiore dimensione: lo spazio dedicato alla ricerca, vicino al logo YouTube, e quello per l’advertising che, ove presente, occupa un grande quadrato immediatamente a destra del video.</p>
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		<title>La lenta avanzata di HTML 5</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 16:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
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		<description><![CDATA[Una rivoluzione tranquilla e silenziosa, che cambierà il nostro modo di progettare il web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/HTML5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-796" title="HTML5" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/HTML5.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML_5" target="_blank">Wikipedia</a> definisce <strong>HTML 5</strong> con le seguenti parole: <em>“un linguaggio di markup per la progettazione delle pagine web attualmente in fase di definizione presso il World Wide Web Consortium. HTML 5 si propone come evoluzione dell&#8217;attuale HTML 4.01 ed è concepito per coesistere in modo complementare con XHTML 2.”</em></p>
<p>In un mondo, quello di Internet, che corre a velocità sempre più folli, sembra quasi strano che il linguaggio usato per descrivere la struttura degli ipertesti sia lo stesso che usavamo negli anni Novanta. HTML 5 arriva proprio per migliorare quel linguaggio che tutti, più o meno consapevolmente, usiamo quotidianamente. Ma come?</p>
<p>Le <strong>novità </strong>introdotte da HTML 5 hanno l’obiettivo di migliorare il disaccoppiamento tra struttura, caratteristiche di resa e contenuti della pagina. Inoltre, in un’ottica di espansione del <a href="http://id.aquest.it/tag/cloud-computing/" target="_blank">cloud computing</a>, HTML 5 prevede la possibilità di memorizzare localmente grandi quantità di dati scaricati da browser, consentendo l’uso di applicazioni web anche senza collegarsi alla Rete. Altra promessa del nuovo linguaggio di markup, in linea con i trend del momento, è quella di semplificare la creazione di siti capaci di supportare i <a href="http://id.aquest.it/tag/mobile/" target="_blank">dispositivi mobili</a>.</p>
<p>Ancora una volta (come per <a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">iPad</a>) a farne le spese pare sarà Flash: <a href="http://www.youtube.com/html5" target="_blank">YouTube</a> ha infatti introdotto da poco HTML 5, permettendo di vedere i video senza usare il Flash player, e anche <a href="http://www.vimeo.com/blog:268" target="_blank">Vimeo</a> sta sperimentando il nuovo linguaggio. Purtroppo al momento solo chi usa Chrome, Safari o Explorer con Chrome Frame può fare da “beta tester”.</p>
<p>A parte i grandi nomi dei video broadcaster, esistono anche altre buone <strong>applicazioni web</strong> basate su HTML 5: <a href="http://jilion.com/sublime/video" target="_blank">Sublime Video</a>, per restare in tema, è il primo player online realizzato con il nuovo linguaggio che, fra le altre cose, non necessita di plugin e permette di saltare in qualsiasi punto del video facendo da lì partire il buffering. <a href="http://mugtug.com/sketchpad/" target="_blank">Sketchpad</a> invece è una semplice applicazione stile Paint per disegnare online. Su <a href="http://html5gallery.com/" target="_blank">HTML 5 Gallery</a>, infine, si può vedere uno showcase di siti per i quali è stato utilizzato HTML 5.</p>
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