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	<title>id_ AQuest &#187; iPhone</title>
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		<title>Abbonamenti sul web: dalla parte dell’utente</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 17:09:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sei anche tu un utente disposto a pagare per ciò che è sempre stato gratis?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/web/abbonamenti-sul-web-dalla-parte-dell-utente/"><img class="alignnone size-full wp-image-1037" title="ipad_Delacroix" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/02/ipad_Delacroix.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Il tempo passa e facciamo cose che un tempo non ci saremmo mai aspettati da noi stessi, come pagare per i contenuti on-line. Stiamo forse semplificando troppo, ma il graduale cambio d’approccio nei confronti della Rete a molti è sfuggito: un tempo <strong>Internet </strong>era sinonimo di <strong>“gratis”</strong>, ma ora non più.</p>
<p>Tanto ha fatto il successo degli <strong>smartphone</strong>: piaccia o non piaccia, l’<strong>iPhone</strong> non è stata una semplice rivoluzione di design, quanto di mercato, abituando i possessori all’idea che con il “cellulare” si potesse pagare altro oltre al credito telefonico. Applicazioni più o meno utili, vendute a costi irrisori, sono diventate le classiche gocce che hanno formato oceani (di dollari).</p>
<p>Parlando di hardware, dagli smartphone ai <strong>tablet </strong>il passaggio è breve: ancora una volta bisogna dar merito ad Apple, che con il suo <strong>iPad</strong> ha dato una svegliata al settore (e-reader e tavolette varie c’erano anche prima, ma nessun marchio aveva mai davvero sfondato), provocando una vera e propria valanga di prodotti competitor.</p>
<p>Vogliamo parlare della <strong>crisi dell’industria editoriale</strong>? L’informazione su Internet è gratis: perché devo comprare i quotidiani la mattina? YouTube mi mostra tutto il meglio il giorno dopo? Perché devo accendere la tv e sorbirmi la pubblicità? E così via. Ma i settori di informazione ed entertainment non si arrendono all’idea di sparire: meglio trasferire le forze sul <strong>web </strong>e lì farsi pagare.</p>
<p>Oggi ormai la maggior parte delle persone è disposta a<strong> spendere del denaro</strong> per fruire di contenuti ben confezionati, diversi da film scaricati in malo modo o degli ancor più vecchi libri fotocopiati. Buona la qualità, contenuto il prezzo: non è forse un ottimo compromesso?</p>
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		<title>Telefonare? Non è più la priorità</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Android e i Phone scuotono il mercato del mobile… E gli altri non stanno a guardare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/mobile/telefonare-non-e-piu-la-priorita/"><img class="alignnone size-full wp-image-956" title="vintage_telephone" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/vintage_telephone.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Nel primo trimestre 2010 gli smartphone con piattaforma <strong>Android </strong><a href="http://android.hdblog.it/2010/05/11/android-supera-iphone-ed-apple-negli-stati-uniti/" target="_blank">hanno superato</a> l’iPhone nelle vendite USA: il successo sarebbe dovuto, secondo gli analisti, alle migliori promozioni  e alla scelta più ampia sia in fatto di operatori che di telefoni; stranamente non si citano (almeno ufficialmente) tra gli argomenti del successo le parole “open source”.</p>
<p>Apple nel frattempo prepara l’<strong>iPhone  4G</strong> e i fan della mela sono ovviamente in trepidante attesa: dopo <a href="http://gizmodo.com/tag/iphone4" target="_blank">l’<em>affaire</em> Gizmodo</a> (il prototipo sarebbe stato abbandonato, trovato da uno dei redattori e svelato nei minimi particolari, con apparente disappunto da parte di Jobs e compagnia) si sono susseguiti moltissimi rumors sulle nuove caratteristiche, senza effettive conferme da parte dell’azienda di Cupertino.</p>
<p><strong>Nokia</strong>, oltre a sfornare continuamente nuovi modelli come sempre, sta realizzando il suo primo cellulare progettato sulla base dei desideri dei propri fedelissimi: sulla sezione del blog <a href="http://conversations.nokia.com/design-by-community/" target="_blank"><em>Design by Community</em></a> i fan di Nokia hanno votato le caratteristiche più ambite e seguito passo passo l’evoluzione del nuovo telefono. Ma Nokia avrebbe in serbo anche una <a href="http://www.mobileblog.it/post/12265/nokia-e-yahoo-insieme-per-mail-mappe-e-instant-messaging" target="_blank">partnership con Yahoo</a> per offrire mappe, e-mail e messaggistica istantanea.</p>
<p>Altri due mostri sacri della telefonia, <strong>LG e Sony</strong>, sembrano puntare più sull’innovazione hardware che su nuovi servizi: LG ha brevettato pochi giorni fa un sofisticato <a href="http://www.mobileblog.it/post/12299/lg-brevetta-lo-schermo-pieghevole" target="_blank">schermo pieghevole</a>, che potrebbe tradursi in cellulari molto piccoli e indossabili; nemmeno il tempo di annunciarlo al mondo che Sony fa sapere di aver sviluppato uno <a href="http://www.sony.net/SonyInfo/News/Press/201005/10-070E/index.html" target="_blank">schermo OLED pieghevole</a>, che per arrivare sul mercato dovrà però sicuramente prima diventare più economico.</p>
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		<title>Facebook e Twitter: pulizie di primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 15:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lotta tra i due più famosi social network si combatte quotidianamente a suon di novità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/social/facebook-e-twitter-pulizie-di-primavera/"><img class="alignnone size-full wp-image-934" title="social_clean_up" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/social_clean_up.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>I social network si possono amare o odiare, ma certamente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lFZ0z5Fm-Ng" target="_blank">non si possono ignorare</a>. Ne esistono per tutti i gusti ma, ormai lo sanno anche i sassi, i più popolari sono Facebook e Twitter, che si contendono gli utenti a botte di applicazioni e novità.  Vediamo insieme quali caratteristiche sono destinate a rivoluzionare il nostro rapporto con i due colossi del web partecipato.</p>
<p><strong>Facebook</strong> <a href="http://www.allfacebook.com/2010/04/facebook-lite-killed/" target="_blank">ha chiuso la sua versione Lite</a>, che era stata messa in piedi per gli utenti non dotati una connessione veloce. Lite probabilmente non rimarrà un mero esercizio, ma verrà rimpiazzata da una sostituta che si chiamerà “Zero”. Nel frattempo però sono altre le notizie a tener banco.</p>
<p>Il pulsante “Mi piace” è la funzione più immediata e a prova di sforzo: il suo successo ha portato Facebook ad esportarla tramite il protocollo <a href="http://developers.facebook.com/docs/opengraph" target="_blank">Open Graph</a>, che ha sostituito il tanto discusso Facebook Connect. Probabilmente avrete già visto sul web il pulsante “Like”, che integra ancora di più la piattaforma con i contenuti web ad essa esterni.</p>
<p>Qualche giorno fa si era anche parlato del nuovo standard <a href="http://id.aquest.it/lab/la-lenta-avanzata-di-html-5/" target="_blank">HTML5</a> per i video di Facebook, ma ben presto <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/facebook_testing_html5_video_for_ipad_apparently_not.php" target="_blank">la notizia si è ridimensionata</a>: FB sta infatti ricodificando i propri video in mp4, formato compatibile con dispositivi come iPhone e iPad che invece, <a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">come già sappiamo</a>, hanno qualche problema con Flash.</p>
<p>Last but not least, Facebook in questi giorni sta lanciando la sua connessione a <a href="http://docs.com/" target="_blank">Docs.com</a>, piattaforma creata con Microsoft per l’upload e la condivisione online di documenti  creati con la suite Office: una risposta a Google (che aveva sfidato FB sul suo campo di battaglia con <a href="http://id.aquest.it/social/l-impero-google-colpisce-ancora/" target="_blank">Buzz</a>) e ai suoi prodotti Wave e Docs?</p>
<p>Rispetto a Facebook, <strong>Twitter</strong> sembra muoversi con più calma e meno aggressività, ma l’impressione è che non voglia rimanere indietro per nessun motivo: sebbene al momento abbia circa un quarto degli utenti registrati di Facebook e sia meno utilizzato dai brand, Twitter continua a crescere e, a differenza dal cugino maggiore, non ha detrattori.</p>
<p>Twitter infatti mette in mostra molti meno dati personali rispetto a Facebook e quindi la privacy non è fra i suoi problemi principali: piuttosto sembra progredire grazie ad un’aura di bontà e trasparenza, che attira celebrities, che a loro volta attirano fan, ecc. Ma Twitter non resterà a lungo un semplice aggregatore in tempo reale di notizie.</p>
<p>Negli ultimi giorni è infatti un gran parlare di <a href="http://blog.twitter.com/2010/04/hello-world.html" target="_blank">Promoted Tweet</a>, il suo sistema di aggiornamenti sponsorizzati, ancora in fase sperimentale: i tweet pagati dalle imprese sono rintracciabili in cima ai risultati delle ricerche in real time di Twitter, similmente a quanto avviene con i link sponsorizzati di Google.</p>
<p>Insomma: finché Facebook la fa da padrone, attirando su di sé interessi e critiche crescenti, Twitter avanza silenziosamente, potendosi permettere di “perder tempo” rinnovando la sua <a href="http://twitter.com/" target="_blank">home page</a> (con profili famosi in evidenza, top tweets e argomenti di interesse) e <a href="http://blog.twitter.com/2010/04/tweet-preservation.html" target="_blank">donando il suo archivio storico alla Biblioteca del Congresso Americano</a>. Diamogli solo il tempo&#8230;</p>
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		<title>Tecnologie mobile: cosa c’è e cosa sta per arrivare</title>
		<link>http://id.aquest.it/mobile/tecnologie-mobile-cosa-c-e-e-cosa-sta-per-arrivare/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:27:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Connessioni, interfacce, widget: meglio essere preparati prima di cambiare il vecchio cellulare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/mobile_widgets.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-826" title="mobile_widgets" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/mobile_widgets.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Un interessante <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/8_mobile_technologies_to_watch_in_2009_2010.php" target="_blank">articolo</a> di Read Write Web pronostica quali saranno le novità in ambito mobile di cui sentiremo parlare al più presto: certo, non tutte ci interessano davvero se dobbiamo solo sostituire il vecchio cellulare, ma c’è da star sicuri che, più seriamente, tutte avranno un forte impatto sul mercato del mobile.</p>
<p><strong>1. Bluetooth 3.0</strong>: la versione 3.0 della specifica Bluetooth promette soprattutto di inviare grandi quantità di dati e in modo più veloce; la nuova tecnologia sarà compatibile con i prodotti realizzati precedentemente, consentendo la comunicazione tra i dispositivi di ultima generazione e quelli più datati.</p>
<p><strong>2. Interfacce e applicazioni</strong>: iPhone, Android e Blackberry fanno da capofila a tutta una nuova generazione di smartphone che quasi si sostituiscono al computer di casa. Le interfacce si fanno sempre più intuitive e ogni giorno nascono applicazioni di qualsiasi tipo, che permettono di avere il mondo in tasca in ogni nostro spostamento.</p>
<p><strong>3. Geolocalizzazione</strong>: un’esperienza che si può vivere soprattutto con le varie apps dell’iPhone, ma che sta diventando sempre più comune. Ad essere localizzati geograficamente in tempo reale non sono solo, diciamo così, gli utenti comuni, che possono decidere di incontrare i “propri simili”, ma anche e soprattutto aziende, negozi e locali.</p>
<p><strong>4. Near Field Communication</strong>: la tecnologia NFC permette di utilizzare il cellulare come strumento per fare prenotazioni e pagamenti. Inizialmente sviluppata da Philips e Sony, sembra che avrà successo prima e soprattutto nei mercati emergenti. A Milano è prevista per il 2010 una sperimentazione della tecnologia NFC per i sistemi di bigliettazione elettronica di tram e metro.</p>
<p><strong>5. Display</strong>: le novità in quest’ambito si chiamano <em>active pixel displays</em>, <em>passive displays</em> e <em>pico projectors</em>. Questi ultimi in particolare sono già utilizzati per proiettare presentazioni in mancanza di attrezzature specifiche o in contesti informali: un dispositivo consumer che utilizza già questa funzionalità, ad esempio, è la fotocamera digitale Nikon Coolpix S1000pj, che permette di proiettare le foto su una parete (come si faceva un tempo con le diapositive).</p>
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		<title>“Rivoluzione” iPad: tutti contenti?</title>
		<link>http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:51:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Perché ha delle mancanze e quale sarà il suo destino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/iPad.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-773" title="iPad" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/iPad.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Dopo tantissimi rumors e previsioni più o meno azzeccate, la curiosità degli Apple-maniaci è stata finalmente soddisfatta con la presentazione di <a href="http://www.apple.com/ipad/" target="_blank">iPad</a>, il tablet della mela morsicata. Impossibile elencare siti e blog che ne hanno parlato: dai più autorevoli a quelli dei semplici fan, nella giornata del 27 gennaio aprire un browser significava imbattersi in caratteristiche e video live.</p>
<p><strong>iPad</strong>, per dirla in modo semplice, si inserisce nello spazio di mercato tra smartphone e laptop: a prima vista iPad è come un iPhone gigante e, in effetti, su di esso possono girare praticamente tutte le applicazioni scaricabili dall’App Store. Lo schermo LCD è da 9,7 pollici e ha una risoluzione di 1024&#215;768 pixel; per quanto riguarda la memoria, sono previsti tre modelli da 16, 32 e 64 GB.</p>
<p>La funzione che principalmente differenzia iPad da iPhone è il suo utilizzo come <strong>e-reader</strong>: il nuovo gioiellino Apple si presenta come l’antagonista per eccellenza del Kindle di Amazon, con un proprio bookstore che, ovviamente, è stato chiamato iBooks. <a href="http://mashable.com/2010/01/27/kindle-dead-ipad/" target="_blank">La battaglia fra i due è aperta</a>, anche se iPad sarà in vendita a partire da fine marzo: si giocherà sul prezzo, sulla quantità di titoli disponibili, sulle funzioni aggiuntive, sulla leggibilità e sulla durata della batteria.</p>
<p>Per il resto, su iPad si può navigare, gestire la posta, guardare film e contenuti video, giocare e lavorare con la suite iWork. A giudicare da quanto detto, la maggior rivoluzione su questo prodotto sembra essere, incredibilmente, il <strong>costo</strong>: si pensava che avrebbe sfiorato i mille dollari e invece per la versione base ne basteranno 499.</p>
<div id="aqplay_bhxpj" class="aqplayer-container"><script type="text/javascript">writeSWF("aqplay_bhxpj","youtube","UNnBlMB3L84");</script></div>
<p>Insomma, tutti contenti? Come sempre, quando esce un nuovo prodotto Apple, esiste una larga schiera di fedelissimi che, potendo, acquisterebbe l’oggetto ad occhi chiusi, e una fazione opposta che quasi boicotta Apple, cercando necessariamente delle alternative. Ma se si dovesse darne un giudizio <em>davvero</em> oggettivo?</p>
<p>Sono tante <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2010/01/ten-things-missing-from-the-ipad/" target="_blank">le cose che mancano su iPad</a>: niente Adobe Flash, niente porta USB né HDMI, niente webcam, tanto per dirne qualcuna. Anche il fatto che lo schermo non sia widescreen fa storcere il naso al pensiero di guardarci su un film, mentre l’impossibilità del multitasking è una pecca soprattutto per chi pensa di usarlo per lavoro. Altre <strong>mancanze</strong> che sono state segnalate e delle quali però forse non si sentirà la mancanza sono lo schermo OLED (bello, ma per ora consuma e costa troppo) e la tastiera.</p>
<p>Va detto che <strong>Apple</strong> non si è dimenticata qualche device in corso d’opera: è chiaro che se manca qualcosa, ciò è frutto di <a href="http://mashable.com/2010/01/28/what-we-learned-about-apple-yesterday/" target="_blank">una scelta precisa</a>. iPad è stato creato per la fruizione di contenuti: film, libri e riviste elettroniche, videogames, possibilmente acquistati dall’App Store; non sostituisce, insomma, smartphone e laptop in un unico elemento.</p>
<p>E cosa si dice <em>out there</em>? <a href="http://twitter.com/#search?q=%22Apple%20iPad%22%20OR%20%23iPad" target="_blank">Twitter</a> è stata fin da subito la culla delle <strong>opinioni</strong> su iPad, dividendosi fra entusiasti e scettici. Poi ci sono le aziende del settore web e high-tech, che reagiscono come possono: Fujitsu addirittura reclamando <a href="http://www.hwupgrade.it/news/apple/ipad-e-gia-bagarre-sul-marchio-fujitsu-contro-apple_31440.html" target="_blank">la paternità (scaduta) del marchio</a>; Adobe annunciando per i programmatori Flash la <a href="http://blogs.adobe.com/flashplatform/2010/01/building_ipad_apps.html" target="_blank">possibilità di sviluppare per iPad</a>, non mancando però di <a href="http://blogs.adobe.com/flashplatform/2010/01/apples_ipad_--_a_broken_link.html" target="_blank">condannare la filosofia di restrizione di Apple</a>.</p>
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		<title>Google fa rima con mobile</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:59:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BigG entra a grandi falcate nel settore mobile con idee tutte sue. E Apple cosa dirà?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/google_local_search.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-689" title="google_local_search" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/google_local_search.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Ѐ <a href="http://googlemobile.blogspot.com/2010/01/finding-places-near-me-now-is-easier.html" target="_blank">notizia</a> di questi giorni: Google ha lanciato la possibilità di “ricerche locali” via mobile. Su iPhone e Android ,da qualche giorno e solo negli USA, c’è la possibilità di scegliere l’opzione <em>“Near me now”</em> per ottenere risultati specifici per categoria (caffè, librerie, ecc.) vicino a dove ci si trova nell’istante in cui viene effettuata la ricerca.</p>
<p>La parola chiave è <a href="http://id.aquest.it/tag/geolocation/" target="_blank">geolocation</a>: solo che la novità nella novità è che la nuova modalità di ricerca sbaraglia già le tantissime applicazioni per <a href="http://id.aquest.it/tag/iPhone/" target="_blank">iPhone</a> che permettono di trovare luoghi interessanti nelle vicinanze, facendo fede (aspetto molto importante) anche alle recensioni degli utenti. Date un’occhiata al video:</p>
<div id="aqplay_utvdu" class="aqplayer-container"><script type="text/javascript">writeSWF("aqplay_utvdu","youtube","ETbTqjjzDLg");</script></div>
<p>Tutto ciò durante la prima settimana di vita del primo cellulare targato Google, il <a href="http://www.google.com/phone/?locale=en_US&amp;s7e=" target="_blank">Nexus One</a>, famoso ancor prima che una sua singola foto circolasse in Rete e sul quale si hanno già molte notizie in fatto di hardware, funzionamento, costi e… Critiche. Nexus One sarebbe infatti già al centro delle <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_12/google_nexus_one_alessandra_carboni_1d8e5e44-ff7c-11de-a791-00144f02aabe.shtml" target="_blank">lamentele</a> dei primi acquirenti a causa di un servizio assistenza zoppicante e, più in generale, di difficoltà di connessione 3G. Bazzecole per Google, che saprà sicuramente soddisfare la clientela geek, giustamente esigente, che si è “allevata” negli anni.</p>
<p>Sembra essere proprio BigG, quindi, il vero nemico di Apple nel settore telefonia mobile. La battaglia è già aperta: <a href="http://www.bing.com/" target="_blank">Bing</a>, motore di ricerca Microsoft che tenta di competere con Google, è già presente sull’iPhone grazie ad un&#8217;<a href="http://kara.allthingsd.com/20091215/microsofts-bing-app-debuts-on-iphone-so-whens-the-android-version-coming/" target="_blank">applicazione</a> ad hoc; di quest’ultima, tuttavia, non esiste ancora una versione per <a href="http://www.android.com/index.html" target="_blank">Android</a>, che si candida come piattaforma perfetta per il Nexus One. Ho un po’ di mal di testa…</p>
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		<title>L’informazione nel 2010 (e oltre) – parte 2</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 14:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Concludiamo la nostra carrellata sull’evoluzione di contenuti e metodi d’informazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/2010_news_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-656" title="2010_news_2" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/2010_news_2.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Tra le novità evidenziate da <a href="http://mashable.com/2009/12/24/news-media-content-trends/" target="_blank">Mashable</a> anche la produzione di contenuti per mano di aziende e professionisti. Ciò significa che sempre più nomi commerciali decidono di voler parlare di sé, spesso attraverso agenzie dedicate: per diffondere le notizie che li riguardano, far luce sui settori in cui operano, o anche solo per esprimere ai propri clienti che non sono solo “venditori”, ma persone con interessi e desiderio di ricevere feedback.</p>
<p>La <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Geolocation" target="_blank">geolocation</a> sembra quasi un pettegolezzo del mondo geek: su questa funzione si stanno evolvendo numerose applicazioni per iPhone e Android che permettono di condividere esperienze sulla base del luogo in cui ci si trova. Ecco che se vado in un ristorante messicano a New York posso non solo comunicare in tempo reale dove mi trovo e incontrare i miei contatti in zona, ma posso anche fare una recensione dello stesso ristorante, visibile e ampliabile dai commenti di altri utenti. Non sono forse queste notizie? Tra l’altro, affiancabili da inserzioni pubblicitarie ad hoc, legate alla zona, oltre che ai contenuti.</p>
<p>Forse la novità più importante non riguarda però i contenuti, quanto l’hardware con cui fruire di essi: in particolare nell’ultimo anno abbiamo assistito all’enorme crescita del mobile che, grazie alla sua intrinseca portabilità e alla facilità di connessione, è diventato uno dei metodi principali per tenersi aggiornati. A quanto pare, tra l’altro, l’utente è molto più disposto a pagare per ricevere contenuti sul cellulare, piuttosto che su pc, dove da sempre è abituato ad avere tutto gratis. E sempre rimanendo sull’argomento “strumenti”, gli smartphone sono seguiti a ruota dagli e-reader, che sono stati certamente il regalo-rivelazione del Natale 2009 (almeno negli States).</p>
<p>Che dire della tv? Questo oggetto un po’ obsoleto si sta avvicinando a Internet seguendo varie strade. In Italia poche, per la verità: una di queste è <a href="http://www.cubovision.it/" target="_blank">CuboVision</a> di Telecom, che si propone come <em>“nuova televisione via internet”</em>, ma che al momento sembra semplicemente riproporre i canali del digitale terrestre, YouTube e La7.tv. Negli States invece da un paio d’anni spopola <a href="http://www.hulu.com/" target="_blank">Hulu</a>, servizio web che offre film e spettacoli tv in diretta, ma col valore aggiunto della condivisione sociale, permettendo agli utenti di pubblicare propri video e di discutere sui contenuti trasmessi: una vera <em>social tv</em>.</p>
<p><em>Last but not least</em>, diamo spazio al divertimento: social games come <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FarmVille" target="_blank">Farmville</a></em> hanno raggiunto una popolarità in un certo senso inaspettata, creando nuovi enormi bacini d’utenza. E anche il gioco online può avere a che fare con l’informazione, quando l’americana NBC lancia <a href="http://www.chuckmeout.com/" target="_blank">un gioco per una propria serie televisiva</a>, spronando gli utenti a scrivere dello show in cambio di punti e vincite. L’entertainement dunque come strumento apparentemente di puro svago, ma che si declina come strumento per l’advertising e per l’informazione.</p>
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		<title>I concerti non saranno più come prima</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 18:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FM_</dc:creator>
				<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[augmented reality]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[woodoo]]></category>

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		<description><![CDATA[A New Orleans i concerti hanno scoperto un nuovo modo di comunicare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-186" title="woodoo" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/woodoo.jpg" alt="woodoo" width="470" height="210" /></p>
<p><span style="font-size: small;"></span>Sono ormai passati i tempi delle locandine e dei volantini per presentare i contenuti di un concerto. Al  <a style="color: #0e95f3; text-decoration: none;" href="http://thevoodooexperience.com/2009/index.php" target="_blank">Voodoo Experience di New Orleans</a>: bastava infatti <a style="color: #0e95f3; text-decoration: none;" href="http://thevoodooexperience.com/2009/apps/index.php" target="_blank">scaricare gratuitamente l&#8217;applicazione per iPhone dal sito del festival</a>: quindi attraverso il browser e la fotocamera dell&#8217;iPhone era possibile inquadrare il palco e visualizzare la scaletta delle band, la lineup di giornata e anche brevi biografie dei gruppi, ma anche puntare il cellulare verso l&#8217;area ristoro e vedere i prezzi del menu di giornata, farlo roteare a 360° e scoprire dove si trovavano i servizi igienici, l&#8217;infermeria, le uscite di sicurezza, etc.</p>
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<p>&#8230; E questo è solamente l&#8217;inizio!</p>
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		<title>Pagamenti con dispositivi mobili? No problem</title>
		<link>http://id.aquest.it/mobile/pagamenti-mobile-no-problem/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 18:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FM_</dc:creator>
				<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti online]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi di pagamento]]></category>
		<category><![CDATA[square up]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuova soluzione di pagamento mobile: Square up è l'iPhone che legge le carte di credito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-193" title="squareup" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/squareup.jpg" alt="squareup" width="470" height="210" /></p>
<p>Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter, ha lanciato una nuova idea che potrebbe rivoluzionare i sistemi di pagamento online.<br />
Si chiama <a href="http://squareup.com/">Square Up</a> e consente di trasformare il telefono in un lettore portatile di carte di credito.</p>
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<p>Avviene tutto in modo semplice: si striscia la carta, si firma sullo schermo e si riceve la ricevuta sulla mail.<br />
Semplice no?</p>
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		<title>Non ho più scuse per perdermi in metro!</title>
		<link>http://id.aquest.it/mobile/non-ho-piu-scuse-per-perdermi-in-metro/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[augmented reality]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le varie apps augmented reality per iPhone è tutto un fiorire di metropolitane. Scopriamole! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-58" title="new_york" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/11/new_york1.jpg" alt="new_york" width="470" height="210" /></p>
<p>Diciamo la verità: io sono una di quelle persone che si perde anche nella propria città, quindi la metro rappresenta per me un grande arcano. Però mi piacciono le linee colorate! Perché parlo di metropolitane su id_? No, non ci siamo buttati nel campo dei trasporti pubblici (anche se, chissà, il futuro riserva sempre grandi sorprese). In realtà questa è la prima di tante scuse per parlare di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Augmented_reality" target="_blank">augmented reality</a>.</p>
<p>Realtà aumentata: non so voi, ma io da quando ne ho sentito parlare per la prima volta vedo apparire ovunque applicazioni AR per iPhone. Ma nel mare delle apps, <em>qualcuno</em> mi ha fatto notare un filone particolare, che sembra calzarmi a pennello: le applicazioni per le metro, differenziate per città.</p>
<p>Pensavo che <a href="http://www.acrossair.com/" target="_blank">Acrossair</a> battesse tutti: New York, Barcellona, Madrid, Washington, Parigi e Tokyo le città coperte, più altre città che non hanno subways, ma altri tipi di trasporti pubblici.</p>
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<p>E invece no: naviga che ti naviga, mi sono imbattuta in <a href="http://www.presselite.com/" target="_blank">Presselite</a>: le città coperte da questa company sono Parigi, Barcellona, Tokyo, Amsterdam, Washington, Londra, New York, Hokg Kong, Lione, Montreal, Toronto, Marsiglia, Pechino, Madrid e Mosca.</p>
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<p>E Milano e Roma, mi son chiesta? Anche le metropolitane delle capitali italiane (mi permetto questo plurale) sono ormai libri aperti per i possessori di iPhone, grazie al duo spagnolo (ebbene sì, non italiano!) di <a href="http://www.invasivecode.com/" target="_blank">Invasive Code</a>.</p>
<p>Che dire: non ho più scuse! Preparo la valigia e prenoto un volo per New York. Non per far la turista, ovviamente, ma per altissimi scopi scientifici: per testare l’applicazione dell’iPhone e superare la mia proverbiale mancanza di senso dell’orientamento. Ehm.</p>
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