<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>id_ AQuest &#187; iPad</title>
	<atom:link href="http://id.aquest.it/tag/ipad/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://id.aquest.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 16:47:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>I possessori di tablet definiscono una nuova categoria di acquirenti</title>
		<link>http://id.aquest.it/marketing/i-possessori-di-tablet-definiscono-una-nuova-categoria-di-acquirenti/</link>
		<comments>http://id.aquest.it/marketing/i-possessori-di-tablet-definiscono-una-nuova-categoria-di-acquirenti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://id.aquest.it/?p=1101</guid>
		<description><![CDATA[Un’infografica traccia l’identikit dei clienti degli e-commerce nei prossimi 5 anni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/11/tablet_commerce.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1104" title="tablet_commerce" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/11/tablet_commerce.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>I <strong>possessori di tablet</strong> continuano a crescere negli Stati Uniti e, con leggero ritardo, anche in Europa: questo segmento tecnologico &#8211; non nuovo, ma completamente rinnovato dall’arrivo del primo iPad &#8211; si traduce in un <strong>nuovo e diverso target</strong> di clientela per gli e-commerce, che vedono sempre più arrivare clienti dal mobile.</p>
<p><a href="http://mashable.com/2011/11/28/tablet-ecommerce-infographic/" target="_blank">Parola ai numeri</a>: il <strong>20% delle vendite sul web</strong> provenienti da dispositivi mobili arrivano da fruitori di tablet e il 60% dei possessori di iPad &amp; co. hanno fatto almeno una volta shopping on-line attraverso questi ultimi. Questi dati parlano di un <strong>cambiamento nelle modalità di acquisto sul web</strong>, che deve essere tenuto in considerazione nel momento in cui si apre un e-commerce.</p>
<p>I possessori di tablet trascorrono in media <strong>1 ora e mezza al giorno</strong> sul proprio device e tipicamente spendono (letteralmente) più tempo a fare shopping on-line rispetto a chi naviga da computer, nella misura del +10-20%. Numeri destinati a crescere incredibilmente: si stima infatti che entro il 2016 solo negli USA il <strong>mobile-commerce</strong> arriverà a valere 31 miliardi di dollari.</p>
<p>Come gestire e orientare il proprio e-commerce in funzione di questa evoluzione? Al momento l’<strong>utente tipico</strong> è un utente Mac, maschio, di età compresa tra i 18 e i 34 anni e con un reddito medio-alto: i prodotti che vendiamo devono essere quindi dedicati soprattutto a questo target.</p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/11/tablet_infographic.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1106" title="tablet_infographic" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/11/tablet_infographic.jpg" alt="" width="468" height="1613" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://id.aquest.it/marketing/i-possessori-di-tablet-definiscono-una-nuova-categoria-di-acquirenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Abbonamenti sul web: dalla parte dell’utente</title>
		<link>http://id.aquest.it/web/abbonamenti-sul-web-dalla-parte-dell-utente/</link>
		<comments>http://id.aquest.it/web/abbonamenti-sul-web-dalla-parte-dell-utente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 17:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://id.aquest.it/?p=1025</guid>
		<description><![CDATA[Sei anche tu un utente disposto a pagare per ciò che è sempre stato gratis?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/web/abbonamenti-sul-web-dalla-parte-dell-utente/"><img class="alignnone size-full wp-image-1037" title="ipad_Delacroix" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/02/ipad_Delacroix.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Il tempo passa e facciamo cose che un tempo non ci saremmo mai aspettati da noi stessi, come pagare per i contenuti on-line. Stiamo forse semplificando troppo, ma il graduale cambio d’approccio nei confronti della Rete a molti è sfuggito: un tempo <strong>Internet </strong>era sinonimo di <strong>“gratis”</strong>, ma ora non più.</p>
<p>Tanto ha fatto il successo degli <strong>smartphone</strong>: piaccia o non piaccia, l’<strong>iPhone</strong> non è stata una semplice rivoluzione di design, quanto di mercato, abituando i possessori all’idea che con il “cellulare” si potesse pagare altro oltre al credito telefonico. Applicazioni più o meno utili, vendute a costi irrisori, sono diventate le classiche gocce che hanno formato oceani (di dollari).</p>
<p>Parlando di hardware, dagli smartphone ai <strong>tablet </strong>il passaggio è breve: ancora una volta bisogna dar merito ad Apple, che con il suo <strong>iPad</strong> ha dato una svegliata al settore (e-reader e tavolette varie c’erano anche prima, ma nessun marchio aveva mai davvero sfondato), provocando una vera e propria valanga di prodotti competitor.</p>
<p>Vogliamo parlare della <strong>crisi dell’industria editoriale</strong>? L’informazione su Internet è gratis: perché devo comprare i quotidiani la mattina? YouTube mi mostra tutto il meglio il giorno dopo? Perché devo accendere la tv e sorbirmi la pubblicità? E così via. Ma i settori di informazione ed entertainment non si arrendono all’idea di sparire: meglio trasferire le forze sul <strong>web </strong>e lì farsi pagare.</p>
<p>Oggi ormai la maggior parte delle persone è disposta a<strong> spendere del denaro</strong> per fruire di contenuti ben confezionati, diversi da film scaricati in malo modo o degli ancor più vecchi libri fotocopiati. Buona la qualità, contenuto il prezzo: non è forse un ottimo compromesso?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://id.aquest.it/web/abbonamenti-sul-web-dalla-parte-dell-utente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BlackBerry PlayBook</title>
		<link>http://id.aquest.it/tech/blackberry-playbook/</link>
		<comments>http://id.aquest.it/tech/blackberry-playbook/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 09:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[e-reader]]></category>
		<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[PlayBook]]></category>
		<category><![CDATA[RIM]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://id.aquest.it/?p=987</guid>
		<description><![CDATA[Parliamo ancora di tablet: questa è la volta del nuovo gioiello del marchio BlackBerry. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/tech/blackberry-playbook/"><img class="alignnone size-full wp-image-989" title="PlayBook" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/10/PlayBook.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Dopo aver parlato del futuro (<a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">iPad</a>) ed essere tornati un attimo al &#8220;passato&#8221; (<a href="http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/" target="_blank">e-reader</a>), siamo tornati di nuovo nel futuro: non stiamo parlando della famosa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_al_futuro_%28trilogia%29 " target="_blank">saga cinematografica</a> degli anni 80 e 90, ma della discussione sempre aperta sui tablet et similia: saranno davvero in grado di sostituire pc e notebook?</p>
<p>Mentre aspettiamo la risposta, diamo un’occhiata al nuovo, scintillante, competitor dell’iPad: il <strong>PlayBook</strong>. Negli Stati Uniti era davvero tanto atteso, dato che Apple e RIM già si contendono la maggior parte del mercato della telefonia: quello dei tablet non poteva rimanere a lungo una monarchia di Cupertino.</p>
<div id="aqplay_b58jj" class="aqplayer-container"><script type="text/javascript">writeSWF("aqplay_b58jj","youtube","eAaez_4m9mQ");</script></div>
<p>Non bisogna farsi ingannare dal nome (non apprezzato in modo plebiscitario, a dire il vero): non è un semplice “libro elettronico per giocare”, ma uno strumento completo per il <strong>lavoro</strong>, almeno nelle intenzioni dei creatori. Il <a href="http://na.blackberry.com/eng/ " target="_blank">PlayBook</a>, tanto per cominciare, ha un <strong>processore </strong>da 1 GHZ dual core, 1 GB di RAM e un <strong>sistema operativo</strong> esclusivo progettato da <a href="http://www.qnx.com/" target="_blank">QNX</a>.</p>
<p>Il video evidenzia le caratteristiche che vorrebbero mettere il PlayBook su uno scalino superiore rispetto all’iPad: reali potenzialità di <strong>multitasking</strong>; perfetto funzionamento di <strong>Flash</strong>; ricchezza delle applicazioni (ma su questo l’iPad avrà difficilmente rivali); completa integrazione con smartphone e server (BlackBerry, ovviamente); nessun problema con alcun browser.</p>
<p>Il nuovo tablet sarà disponibile sul mercato americano a partire dal primo trimestre 2011 e successivamente su quello internazionale. I rumors indicano un prezzo indicativo di 500 euro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://id.aquest.it/tech/blackberry-playbook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il futuro è piatto</title>
		<link>http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/</link>
		<comments>http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 12:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Asus]]></category>
		<category><![CDATA[Barnes & Noble]]></category>
		<category><![CDATA[BenQ]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[e-ink]]></category>
		<category><![CDATA[e-reader]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Kindle]]></category>
		<category><![CDATA[LCD]]></category>
		<category><![CDATA[LG]]></category>
		<category><![CDATA[Nook]]></category>
		<category><![CDATA[Samsung]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://id.aquest.it/?p=942</guid>
		<description><![CDATA[Come leggeremo nel futuro? Gli e-reader e la rivoluzione dell’editoria elettronica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/"><img class="alignnone size-full wp-image-944" title="e-reader" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/e-reader.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Da quando si è affacciato sul mercato, l’<a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">iPad</a> ha monopolizzato la scena high-tech (come succede sempre con i prodotti Apple), ma l’iPad non è “fatto per leggere”: l’iPad è fatto per “farti fare un po’ di tutto”, semplicemente. I feticisti della lettura dovrebbero quindi avvicinarsi ad un altro dispositivo, più adatto a loro: l’e-reader.</p>
<p>I lettori elettronici (la nostra lingua, su questi argomenti, è sempre più macchinosa) sono una specie di portatili con un’unica superficie, che permettono di leggere libri e riviste in formato digitale. La tecnologia utilizzata è quella dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/E-ink" target="_blank">e-ink</a> in toni di grigio: gli e-reader sfruttano la luminosità ambientale e la loro lettura è quindi meno stancante di quella su uno schermo LCD.</p>
<p>Il primo e-reader affermatosi a livello internazionale è stato il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle" target="_blank">Kindle</a> di Amazon, il colosso americano dell’editoria che, insieme al lettore, ha lanciato anche un rifornito negozio di e-book. Ѐ stata poi la volta di Barnes &amp; Noble, che ha messo sul mercato il lettore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nook" target="_blank">Nook</a>, basato su Android, e il rispettivo negozio virtuale di titoli. Da lì (fine 2009) in poi, è stato un susseguirsi di novità.</p>
<p>Anche se finora i nomi principali sono quelli che abbiamo già elencato, nella lista dei produttori concorrenti si inseriscono Sony, BenQ, Samsung, LG, Asus, solo per citare i nomi più famosi. In realtà sono davvero tante le proposte (e le aziende in gioco): doppio schermo, colori (in realtà si tratta sempre di LCD), touch screen, applicazioni, accessori, ecc.</p>
<p>Non solo: aumentano anche i titoli a disposizione. Se fino a qualche tempo fa gli oggetti del desiderio erano perlopiù romanzi e saggi, ora sono quotidiani e magazine a darsi più da fare per passare al formato digitale (senza abbandonare però quello tradizionale): tanto per fare qualche illustre esempio, su Amazon si trovano <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000GFK7L6?pf_rd_p=499774571&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223466011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=1XHX4EDS8G4P37TGHW65" target="_blank">New York Times</a>, <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B001BAJA9K?pf_rd_p=499774571&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223466011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=1XHX4EDS8G4P37TGHW65" target="_blank">Financial Times</a>, <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000HA4FKO?pf_rd_p=494063051&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223467011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=03R2PV096Z4RB3SFV1EA" target="_blank">Forbes</a> e <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000N8V3FK?pf_rd_p=494063051&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223467011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=03R2PV096Z4RB3SFV1EA" target="_blank">Time</a>.</p>
<p>Nel mercato anglofono la diffusione di libri e periodici elettronici e dei dispositivi adatti a fruirli ha raggiunto una massa tale da giustificare grandi investimenti nei settori dell’editoria e dell’IT: nel primo caso, la differenza la fanno i nomi storici del giornalismo; nel secondo, il prezzo e la ricchezza delle caratteristiche aggiuntive.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook e Twitter: pulizie di primavera</title>
		<link>http://id.aquest.it/social/facebook-e-twitter-pulizie-di-primavera/</link>
		<comments>http://id.aquest.it/social/facebook-e-twitter-pulizie-di-primavera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 15:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[Buzz]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[HTML5]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Open Graph]]></category>
		<category><![CDATA[Promoted Tweet]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://id.aquest.it/?p=932</guid>
		<description><![CDATA[La lotta tra i due più famosi social network si combatte quotidianamente a suon di novità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/social/facebook-e-twitter-pulizie-di-primavera/"><img class="alignnone size-full wp-image-934" title="social_clean_up" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/social_clean_up.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>I social network si possono amare o odiare, ma certamente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lFZ0z5Fm-Ng" target="_blank">non si possono ignorare</a>. Ne esistono per tutti i gusti ma, ormai lo sanno anche i sassi, i più popolari sono Facebook e Twitter, che si contendono gli utenti a botte di applicazioni e novità.  Vediamo insieme quali caratteristiche sono destinate a rivoluzionare il nostro rapporto con i due colossi del web partecipato.</p>
<p><strong>Facebook</strong> <a href="http://www.allfacebook.com/2010/04/facebook-lite-killed/" target="_blank">ha chiuso la sua versione Lite</a>, che era stata messa in piedi per gli utenti non dotati una connessione veloce. Lite probabilmente non rimarrà un mero esercizio, ma verrà rimpiazzata da una sostituta che si chiamerà “Zero”. Nel frattempo però sono altre le notizie a tener banco.</p>
<p>Il pulsante “Mi piace” è la funzione più immediata e a prova di sforzo: il suo successo ha portato Facebook ad esportarla tramite il protocollo <a href="http://developers.facebook.com/docs/opengraph" target="_blank">Open Graph</a>, che ha sostituito il tanto discusso Facebook Connect. Probabilmente avrete già visto sul web il pulsante “Like”, che integra ancora di più la piattaforma con i contenuti web ad essa esterni.</p>
<p>Qualche giorno fa si era anche parlato del nuovo standard <a href="http://id.aquest.it/lab/la-lenta-avanzata-di-html-5/" target="_blank">HTML5</a> per i video di Facebook, ma ben presto <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/facebook_testing_html5_video_for_ipad_apparently_not.php" target="_blank">la notizia si è ridimensionata</a>: FB sta infatti ricodificando i propri video in mp4, formato compatibile con dispositivi come iPhone e iPad che invece, <a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">come già sappiamo</a>, hanno qualche problema con Flash.</p>
<p>Last but not least, Facebook in questi giorni sta lanciando la sua connessione a <a href="http://docs.com/" target="_blank">Docs.com</a>, piattaforma creata con Microsoft per l’upload e la condivisione online di documenti  creati con la suite Office: una risposta a Google (che aveva sfidato FB sul suo campo di battaglia con <a href="http://id.aquest.it/social/l-impero-google-colpisce-ancora/" target="_blank">Buzz</a>) e ai suoi prodotti Wave e Docs?</p>
<p>Rispetto a Facebook, <strong>Twitter</strong> sembra muoversi con più calma e meno aggressività, ma l’impressione è che non voglia rimanere indietro per nessun motivo: sebbene al momento abbia circa un quarto degli utenti registrati di Facebook e sia meno utilizzato dai brand, Twitter continua a crescere e, a differenza dal cugino maggiore, non ha detrattori.</p>
<p>Twitter infatti mette in mostra molti meno dati personali rispetto a Facebook e quindi la privacy non è fra i suoi problemi principali: piuttosto sembra progredire grazie ad un’aura di bontà e trasparenza, che attira celebrities, che a loro volta attirano fan, ecc. Ma Twitter non resterà a lungo un semplice aggregatore in tempo reale di notizie.</p>
<p>Negli ultimi giorni è infatti un gran parlare di <a href="http://blog.twitter.com/2010/04/hello-world.html" target="_blank">Promoted Tweet</a>, il suo sistema di aggiornamenti sponsorizzati, ancora in fase sperimentale: i tweet pagati dalle imprese sono rintracciabili in cima ai risultati delle ricerche in real time di Twitter, similmente a quanto avviene con i link sponsorizzati di Google.</p>
<p>Insomma: finché Facebook la fa da padrone, attirando su di sé interessi e critiche crescenti, Twitter avanza silenziosamente, potendosi permettere di “perder tempo” rinnovando la sua <a href="http://twitter.com/" target="_blank">home page</a> (con profili famosi in evidenza, top tweets e argomenti di interesse) e <a href="http://blog.twitter.com/2010/04/tweet-preservation.html" target="_blank">donando il suo archivio storico alla Biblioteca del Congresso Americano</a>. Diamogli solo il tempo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://id.aquest.it/social/facebook-e-twitter-pulizie-di-primavera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Rivoluzione” iPad: tutti contenti?</title>
		<link>http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/</link>
		<comments>http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[e-reader]]></category>
		<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Kindle]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://id.aquest.it/?p=768</guid>
		<description><![CDATA[Perché ha delle mancanze e quale sarà il suo destino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/iPad.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-773" title="iPad" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/iPad.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Dopo tantissimi rumors e previsioni più o meno azzeccate, la curiosità degli Apple-maniaci è stata finalmente soddisfatta con la presentazione di <a href="http://www.apple.com/ipad/" target="_blank">iPad</a>, il tablet della mela morsicata. Impossibile elencare siti e blog che ne hanno parlato: dai più autorevoli a quelli dei semplici fan, nella giornata del 27 gennaio aprire un browser significava imbattersi in caratteristiche e video live.</p>
<p><strong>iPad</strong>, per dirla in modo semplice, si inserisce nello spazio di mercato tra smartphone e laptop: a prima vista iPad è come un iPhone gigante e, in effetti, su di esso possono girare praticamente tutte le applicazioni scaricabili dall’App Store. Lo schermo LCD è da 9,7 pollici e ha una risoluzione di 1024&#215;768 pixel; per quanto riguarda la memoria, sono previsti tre modelli da 16, 32 e 64 GB.</p>
<p>La funzione che principalmente differenzia iPad da iPhone è il suo utilizzo come <strong>e-reader</strong>: il nuovo gioiellino Apple si presenta come l’antagonista per eccellenza del Kindle di Amazon, con un proprio bookstore che, ovviamente, è stato chiamato iBooks. <a href="http://mashable.com/2010/01/27/kindle-dead-ipad/" target="_blank">La battaglia fra i due è aperta</a>, anche se iPad sarà in vendita a partire da fine marzo: si giocherà sul prezzo, sulla quantità di titoli disponibili, sulle funzioni aggiuntive, sulla leggibilità e sulla durata della batteria.</p>
<p>Per il resto, su iPad si può navigare, gestire la posta, guardare film e contenuti video, giocare e lavorare con la suite iWork. A giudicare da quanto detto, la maggior rivoluzione su questo prodotto sembra essere, incredibilmente, il <strong>costo</strong>: si pensava che avrebbe sfiorato i mille dollari e invece per la versione base ne basteranno 499.</p>
<div id="aqplay_dxppq" class="aqplayer-container"><script type="text/javascript">writeSWF("aqplay_dxppq","youtube","UNnBlMB3L84");</script></div>
<p>Insomma, tutti contenti? Come sempre, quando esce un nuovo prodotto Apple, esiste una larga schiera di fedelissimi che, potendo, acquisterebbe l’oggetto ad occhi chiusi, e una fazione opposta che quasi boicotta Apple, cercando necessariamente delle alternative. Ma se si dovesse darne un giudizio <em>davvero</em> oggettivo?</p>
<p>Sono tante <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2010/01/ten-things-missing-from-the-ipad/" target="_blank">le cose che mancano su iPad</a>: niente Adobe Flash, niente porta USB né HDMI, niente webcam, tanto per dirne qualcuna. Anche il fatto che lo schermo non sia widescreen fa storcere il naso al pensiero di guardarci su un film, mentre l’impossibilità del multitasking è una pecca soprattutto per chi pensa di usarlo per lavoro. Altre <strong>mancanze</strong> che sono state segnalate e delle quali però forse non si sentirà la mancanza sono lo schermo OLED (bello, ma per ora consuma e costa troppo) e la tastiera.</p>
<p>Va detto che <strong>Apple</strong> non si è dimenticata qualche device in corso d’opera: è chiaro che se manca qualcosa, ciò è frutto di <a href="http://mashable.com/2010/01/28/what-we-learned-about-apple-yesterday/" target="_blank">una scelta precisa</a>. iPad è stato creato per la fruizione di contenuti: film, libri e riviste elettroniche, videogames, possibilmente acquistati dall’App Store; non sostituisce, insomma, smartphone e laptop in un unico elemento.</p>
<p>E cosa si dice <em>out there</em>? <a href="http://twitter.com/#search?q=%22Apple%20iPad%22%20OR%20%23iPad" target="_blank">Twitter</a> è stata fin da subito la culla delle <strong>opinioni</strong> su iPad, dividendosi fra entusiasti e scettici. Poi ci sono le aziende del settore web e high-tech, che reagiscono come possono: Fujitsu addirittura reclamando <a href="http://www.hwupgrade.it/news/apple/ipad-e-gia-bagarre-sul-marchio-fujitsu-contro-apple_31440.html" target="_blank">la paternità (scaduta) del marchio</a>; Adobe annunciando per i programmatori Flash la <a href="http://blogs.adobe.com/flashplatform/2010/01/building_ipad_apps.html" target="_blank">possibilità di sviluppare per iPad</a>, non mancando però di <a href="http://blogs.adobe.com/flashplatform/2010/01/apples_ipad_--_a_broken_link.html" target="_blank">condannare la filosofia di restrizione di Apple</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

