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	<title>id_ AQuest &#187; Apple</title>
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		<title>Abbonamenti sul web: dalla parte dell’editore</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 11:10:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovissimo Google One Pass contro il nuovo sistema di pagamenti in-app di Apple.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/web/abbonamenti-sul-web-dalla-parte-dell-editore/"><img class="alignnone size-full wp-image-1042" title="iPad_Books" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2011/02/iPad_Books.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p><a href="http://id.aquest.it/web/abbonamenti-sul-web-dalla-parte-dell-utente/" target="_blank"><em>&gt;&gt; Leggi la prima parte: “Abbonamenti sul web: dalla parte dell’utente”</em></a></p>
<p>I settori editoriali hanno una crisi da superare e l’utente comune è ormai ampiamente disposto a pagare per fruire di contenuti di qualità. Ѐ in questo contesto che si inserisce l’ennesima battaglia tra Google e Apple: questa settimana ha tenuto banco quella per i <strong>sistemi di pagamento on-line</strong>. Ancora una volta, la rivoluzione è partita da Apple, che ha lanciato un nuovo servizio di abbonamento al quale tutti gli editori si dovranno adeguare nel giro di pochi mesi.</p>
<p>Come funziona il <strong>sistema di Apple</strong>? L’editore fissa prezzo e lunghezza dell’abbonamento, sul quale Apple si prende il 30%; l’editore può comunque sfruttare altri canali per acquisire clienti digitali al di fuori dell’app, ma se lo fa deve rendere disponibile la stessa offerta, a prezzo uguale o inferiore, al cliente che voglia sottoscrivere l’abbonamento dentro l’app. L’editore, inoltre, non può più fornire nell’app link che permettano al cliente di acquistare contenuti al di fuori della stessa.</p>
<p>Come funziona <a href="http://www.google.com/landing/onepass/" target="_blank"><strong>Google One Pass</strong></a>, di pochi giorni più recente? L’utente sottoscrive un abbonamento con l’editore, potendo godere dei contenuti acquistati su diversi dispositivi; una sola piattaforma autentica l’utente, gestisce il pagamento e veicola i contenuti. Il sistema sarebbe aperto a pagamenti in-app e sarebbe trasversale ai vari dispositivi mobile; dulcis in fundo, Google prevedrebbe  il 10% del fatturato, contro il 30 richiesto da Apple.</p>
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<p>La differenza la farà come sempre il <strong>mercato</strong> o, per meglio dire, il <strong>cliente</strong>: quello che sceglie che smartphone e/o tablet acquistare, con rispettivo sistema operativo. Apple ha un grande vantaggio di vendite su iPhone e iPad, ma secondo molti è solo questione di tempo perché la clientela si sposti su un’offerta di dispositivi alternativa.</p>
<p>Se poi riviste di successo (come <a href="http://app.time.com/" target="_blank">Time</a> e <a href="http://www.macobserver.com/tmo/article/sports_illustrated_offers_all_access_subscriptions_for_android_no_ipad/" target="_blank">Sports Illustrated</a>) iniziano a vendere abbonamenti che includono app di Android, rimanendo in tal modo fuori dall’App Store, è più probabile che tali riviste non siano più acquistate dai lettori o che questi portino i propri soldi verso altri negozi on-line?</p>
<p>(PHOTO: <a href="http://www.flickr.com/photos/ownipics/4837494975/" target="_blank">Ownipics on Flickr</a>)</p>
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		<title>BlackBerry PlayBook</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 09:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parliamo ancora di tablet: questa è la volta del nuovo gioiello del marchio BlackBerry. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/tech/blackberry-playbook/"><img class="alignnone size-full wp-image-989" title="PlayBook" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/10/PlayBook.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Dopo aver parlato del futuro (<a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">iPad</a>) ed essere tornati un attimo al &#8220;passato&#8221; (<a href="http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/" target="_blank">e-reader</a>), siamo tornati di nuovo nel futuro: non stiamo parlando della famosa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_al_futuro_%28trilogia%29 " target="_blank">saga cinematografica</a> degli anni 80 e 90, ma della discussione sempre aperta sui tablet et similia: saranno davvero in grado di sostituire pc e notebook?</p>
<p>Mentre aspettiamo la risposta, diamo un’occhiata al nuovo, scintillante, competitor dell’iPad: il <strong>PlayBook</strong>. Negli Stati Uniti era davvero tanto atteso, dato che Apple e RIM già si contendono la maggior parte del mercato della telefonia: quello dei tablet non poteva rimanere a lungo una monarchia di Cupertino.</p>
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<p>Non bisogna farsi ingannare dal nome (non apprezzato in modo plebiscitario, a dire il vero): non è un semplice “libro elettronico per giocare”, ma uno strumento completo per il <strong>lavoro</strong>, almeno nelle intenzioni dei creatori. Il <a href="http://na.blackberry.com/eng/ " target="_blank">PlayBook</a>, tanto per cominciare, ha un <strong>processore </strong>da 1 GHZ dual core, 1 GB di RAM e un <strong>sistema operativo</strong> esclusivo progettato da <a href="http://www.qnx.com/" target="_blank">QNX</a>.</p>
<p>Il video evidenzia le caratteristiche che vorrebbero mettere il PlayBook su uno scalino superiore rispetto all’iPad: reali potenzialità di <strong>multitasking</strong>; perfetto funzionamento di <strong>Flash</strong>; ricchezza delle applicazioni (ma su questo l’iPad avrà difficilmente rivali); completa integrazione con smartphone e server (BlackBerry, ovviamente); nessun problema con alcun browser.</p>
<p>Il nuovo tablet sarà disponibile sul mercato americano a partire dal primo trimestre 2011 e successivamente su quello internazionale. I rumors indicano un prezzo indicativo di 500 euro.</p>
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		<title>Telefonare? Non è più la priorità</title>
		<link>http://id.aquest.it/mobile/telefonare-non-e-piu-la-priorita/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Android e i Phone scuotono il mercato del mobile… E gli altri non stanno a guardare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/mobile/telefonare-non-e-piu-la-priorita/"><img class="alignnone size-full wp-image-956" title="vintage_telephone" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/vintage_telephone.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Nel primo trimestre 2010 gli smartphone con piattaforma <strong>Android </strong><a href="http://android.hdblog.it/2010/05/11/android-supera-iphone-ed-apple-negli-stati-uniti/" target="_blank">hanno superato</a> l’iPhone nelle vendite USA: il successo sarebbe dovuto, secondo gli analisti, alle migliori promozioni  e alla scelta più ampia sia in fatto di operatori che di telefoni; stranamente non si citano (almeno ufficialmente) tra gli argomenti del successo le parole “open source”.</p>
<p>Apple nel frattempo prepara l’<strong>iPhone  4G</strong> e i fan della mela sono ovviamente in trepidante attesa: dopo <a href="http://gizmodo.com/tag/iphone4" target="_blank">l’<em>affaire</em> Gizmodo</a> (il prototipo sarebbe stato abbandonato, trovato da uno dei redattori e svelato nei minimi particolari, con apparente disappunto da parte di Jobs e compagnia) si sono susseguiti moltissimi rumors sulle nuove caratteristiche, senza effettive conferme da parte dell’azienda di Cupertino.</p>
<p><strong>Nokia</strong>, oltre a sfornare continuamente nuovi modelli come sempre, sta realizzando il suo primo cellulare progettato sulla base dei desideri dei propri fedelissimi: sulla sezione del blog <a href="http://conversations.nokia.com/design-by-community/" target="_blank"><em>Design by Community</em></a> i fan di Nokia hanno votato le caratteristiche più ambite e seguito passo passo l’evoluzione del nuovo telefono. Ma Nokia avrebbe in serbo anche una <a href="http://www.mobileblog.it/post/12265/nokia-e-yahoo-insieme-per-mail-mappe-e-instant-messaging" target="_blank">partnership con Yahoo</a> per offrire mappe, e-mail e messaggistica istantanea.</p>
<p>Altri due mostri sacri della telefonia, <strong>LG e Sony</strong>, sembrano puntare più sull’innovazione hardware che su nuovi servizi: LG ha brevettato pochi giorni fa un sofisticato <a href="http://www.mobileblog.it/post/12299/lg-brevetta-lo-schermo-pieghevole" target="_blank">schermo pieghevole</a>, che potrebbe tradursi in cellulari molto piccoli e indossabili; nemmeno il tempo di annunciarlo al mondo che Sony fa sapere di aver sviluppato uno <a href="http://www.sony.net/SonyInfo/News/Press/201005/10-070E/index.html" target="_blank">schermo OLED pieghevole</a>, che per arrivare sul mercato dovrà però sicuramente prima diventare più economico.</p>
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		<title>Il futuro è piatto</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 12:42:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come leggeremo nel futuro? Gli e-reader e la rivoluzione dell’editoria elettronica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/"><img class="alignnone size-full wp-image-944" title="e-reader" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/e-reader.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Da quando si è affacciato sul mercato, l’<a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">iPad</a> ha monopolizzato la scena high-tech (come succede sempre con i prodotti Apple), ma l’iPad non è “fatto per leggere”: l’iPad è fatto per “farti fare un po’ di tutto”, semplicemente. I feticisti della lettura dovrebbero quindi avvicinarsi ad un altro dispositivo, più adatto a loro: l’e-reader.</p>
<p>I lettori elettronici (la nostra lingua, su questi argomenti, è sempre più macchinosa) sono una specie di portatili con un’unica superficie, che permettono di leggere libri e riviste in formato digitale. La tecnologia utilizzata è quella dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/E-ink" target="_blank">e-ink</a> in toni di grigio: gli e-reader sfruttano la luminosità ambientale e la loro lettura è quindi meno stancante di quella su uno schermo LCD.</p>
<p>Il primo e-reader affermatosi a livello internazionale è stato il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle" target="_blank">Kindle</a> di Amazon, il colosso americano dell’editoria che, insieme al lettore, ha lanciato anche un rifornito negozio di e-book. Ѐ stata poi la volta di Barnes &amp; Noble, che ha messo sul mercato il lettore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nook" target="_blank">Nook</a>, basato su Android, e il rispettivo negozio virtuale di titoli. Da lì (fine 2009) in poi, è stato un susseguirsi di novità.</p>
<p>Anche se finora i nomi principali sono quelli che abbiamo già elencato, nella lista dei produttori concorrenti si inseriscono Sony, BenQ, Samsung, LG, Asus, solo per citare i nomi più famosi. In realtà sono davvero tante le proposte (e le aziende in gioco): doppio schermo, colori (in realtà si tratta sempre di LCD), touch screen, applicazioni, accessori, ecc.</p>
<p>Non solo: aumentano anche i titoli a disposizione. Se fino a qualche tempo fa gli oggetti del desiderio erano perlopiù romanzi e saggi, ora sono quotidiani e magazine a darsi più da fare per passare al formato digitale (senza abbandonare però quello tradizionale): tanto per fare qualche illustre esempio, su Amazon si trovano <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000GFK7L6?pf_rd_p=499774571&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223466011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=1XHX4EDS8G4P37TGHW65" target="_blank">New York Times</a>, <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B001BAJA9K?pf_rd_p=499774571&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223466011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=1XHX4EDS8G4P37TGHW65" target="_blank">Financial Times</a>, <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000HA4FKO?pf_rd_p=494063051&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223467011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=03R2PV096Z4RB3SFV1EA" target="_blank">Forbes</a> e <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000N8V3FK?pf_rd_p=494063051&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223467011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=03R2PV096Z4RB3SFV1EA" target="_blank">Time</a>.</p>
<p>Nel mercato anglofono la diffusione di libri e periodici elettronici e dei dispositivi adatti a fruirli ha raggiunto una massa tale da giustificare grandi investimenti nei settori dell’editoria e dell’IT: nel primo caso, la differenza la fanno i nomi storici del giornalismo; nel secondo, il prezzo e la ricchezza delle caratteristiche aggiuntive.</p>
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		<title>“Rivoluzione” iPad: tutti contenti?</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché ha delle mancanze e quale sarà il suo destino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/iPad.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-773" title="iPad" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/iPad.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Dopo tantissimi rumors e previsioni più o meno azzeccate, la curiosità degli Apple-maniaci è stata finalmente soddisfatta con la presentazione di <a href="http://www.apple.com/ipad/" target="_blank">iPad</a>, il tablet della mela morsicata. Impossibile elencare siti e blog che ne hanno parlato: dai più autorevoli a quelli dei semplici fan, nella giornata del 27 gennaio aprire un browser significava imbattersi in caratteristiche e video live.</p>
<p><strong>iPad</strong>, per dirla in modo semplice, si inserisce nello spazio di mercato tra smartphone e laptop: a prima vista iPad è come un iPhone gigante e, in effetti, su di esso possono girare praticamente tutte le applicazioni scaricabili dall’App Store. Lo schermo LCD è da 9,7 pollici e ha una risoluzione di 1024&#215;768 pixel; per quanto riguarda la memoria, sono previsti tre modelli da 16, 32 e 64 GB.</p>
<p>La funzione che principalmente differenzia iPad da iPhone è il suo utilizzo come <strong>e-reader</strong>: il nuovo gioiellino Apple si presenta come l’antagonista per eccellenza del Kindle di Amazon, con un proprio bookstore che, ovviamente, è stato chiamato iBooks. <a href="http://mashable.com/2010/01/27/kindle-dead-ipad/" target="_blank">La battaglia fra i due è aperta</a>, anche se iPad sarà in vendita a partire da fine marzo: si giocherà sul prezzo, sulla quantità di titoli disponibili, sulle funzioni aggiuntive, sulla leggibilità e sulla durata della batteria.</p>
<p>Per il resto, su iPad si può navigare, gestire la posta, guardare film e contenuti video, giocare e lavorare con la suite iWork. A giudicare da quanto detto, la maggior rivoluzione su questo prodotto sembra essere, incredibilmente, il <strong>costo</strong>: si pensava che avrebbe sfiorato i mille dollari e invece per la versione base ne basteranno 499.</p>
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<p>Insomma, tutti contenti? Come sempre, quando esce un nuovo prodotto Apple, esiste una larga schiera di fedelissimi che, potendo, acquisterebbe l’oggetto ad occhi chiusi, e una fazione opposta che quasi boicotta Apple, cercando necessariamente delle alternative. Ma se si dovesse darne un giudizio <em>davvero</em> oggettivo?</p>
<p>Sono tante <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2010/01/ten-things-missing-from-the-ipad/" target="_blank">le cose che mancano su iPad</a>: niente Adobe Flash, niente porta USB né HDMI, niente webcam, tanto per dirne qualcuna. Anche il fatto che lo schermo non sia widescreen fa storcere il naso al pensiero di guardarci su un film, mentre l’impossibilità del multitasking è una pecca soprattutto per chi pensa di usarlo per lavoro. Altre <strong>mancanze</strong> che sono state segnalate e delle quali però forse non si sentirà la mancanza sono lo schermo OLED (bello, ma per ora consuma e costa troppo) e la tastiera.</p>
<p>Va detto che <strong>Apple</strong> non si è dimenticata qualche device in corso d’opera: è chiaro che se manca qualcosa, ciò è frutto di <a href="http://mashable.com/2010/01/28/what-we-learned-about-apple-yesterday/" target="_blank">una scelta precisa</a>. iPad è stato creato per la fruizione di contenuti: film, libri e riviste elettroniche, videogames, possibilmente acquistati dall’App Store; non sostituisce, insomma, smartphone e laptop in un unico elemento.</p>
<p>E cosa si dice <em>out there</em>? <a href="http://twitter.com/#search?q=%22Apple%20iPad%22%20OR%20%23iPad" target="_blank">Twitter</a> è stata fin da subito la culla delle <strong>opinioni</strong> su iPad, dividendosi fra entusiasti e scettici. Poi ci sono le aziende del settore web e high-tech, che reagiscono come possono: Fujitsu addirittura reclamando <a href="http://www.hwupgrade.it/news/apple/ipad-e-gia-bagarre-sul-marchio-fujitsu-contro-apple_31440.html" target="_blank">la paternità (scaduta) del marchio</a>; Adobe annunciando per i programmatori Flash la <a href="http://blogs.adobe.com/flashplatform/2010/01/building_ipad_apps.html" target="_blank">possibilità di sviluppare per iPad</a>, non mancando però di <a href="http://blogs.adobe.com/flashplatform/2010/01/apples_ipad_--_a_broken_link.html" target="_blank">condannare la filosofia di restrizione di Apple</a>.</p>
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		<title>Google fa rima con mobile</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:59:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BigG entra a grandi falcate nel settore mobile con idee tutte sue. E Apple cosa dirà?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/google_local_search.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-689" title="google_local_search" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/google_local_search.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Ѐ <a href="http://googlemobile.blogspot.com/2010/01/finding-places-near-me-now-is-easier.html" target="_blank">notizia</a> di questi giorni: Google ha lanciato la possibilità di “ricerche locali” via mobile. Su iPhone e Android ,da qualche giorno e solo negli USA, c’è la possibilità di scegliere l’opzione <em>“Near me now”</em> per ottenere risultati specifici per categoria (caffè, librerie, ecc.) vicino a dove ci si trova nell’istante in cui viene effettuata la ricerca.</p>
<p>La parola chiave è <a href="http://id.aquest.it/tag/geolocation/" target="_blank">geolocation</a>: solo che la novità nella novità è che la nuova modalità di ricerca sbaraglia già le tantissime applicazioni per <a href="http://id.aquest.it/tag/iPhone/" target="_blank">iPhone</a> che permettono di trovare luoghi interessanti nelle vicinanze, facendo fede (aspetto molto importante) anche alle recensioni degli utenti. Date un’occhiata al video:</p>
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<p>Tutto ciò durante la prima settimana di vita del primo cellulare targato Google, il <a href="http://www.google.com/phone/?locale=en_US&amp;s7e=" target="_blank">Nexus One</a>, famoso ancor prima che una sua singola foto circolasse in Rete e sul quale si hanno già molte notizie in fatto di hardware, funzionamento, costi e… Critiche. Nexus One sarebbe infatti già al centro delle <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_12/google_nexus_one_alessandra_carboni_1d8e5e44-ff7c-11de-a791-00144f02aabe.shtml" target="_blank">lamentele</a> dei primi acquirenti a causa di un servizio assistenza zoppicante e, più in generale, di difficoltà di connessione 3G. Bazzecole per Google, che saprà sicuramente soddisfare la clientela geek, giustamente esigente, che si è “allevata” negli anni.</p>
<p>Sembra essere proprio BigG, quindi, il vero nemico di Apple nel settore telefonia mobile. La battaglia è già aperta: <a href="http://www.bing.com/" target="_blank">Bing</a>, motore di ricerca Microsoft che tenta di competere con Google, è già presente sull’iPhone grazie ad un&#8217;<a href="http://kara.allthingsd.com/20091215/microsofts-bing-app-debuts-on-iphone-so-whens-the-android-version-coming/" target="_blank">applicazione</a> ad hoc; di quest’ultima, tuttavia, non esiste ancora una versione per <a href="http://www.android.com/index.html" target="_blank">Android</a>, che si candida come piattaforma perfetta per il Nexus One. Ho un po’ di mal di testa…</p>
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		<title>Steve Jobs è il Best Performing CEO al mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 10:58:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mente votata all’innovazione e al marketing, premiata per i suoi successi nel tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/Steve_Jobs1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-601" title="Steve_Jobs" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/Steve_Jobs1.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Chi non lo conosce? <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs" target="_blank">Steve Jobs</a> ha fondato la <strong>Apple</strong>, è stato la mente geniale alla base del successo di prodotti che resteranno per sempre nella storia, come iMac e iPhone, e ha perfino conquistato la regina del mercato dell’entertainment Disney con la sua <strong>Pixar</strong>. Non è certo un nome nuovo, insomma, ma oggi ci sembrava proprio giusto parlare di lui.</p>
<p>Il motivo è che la prestigiosa <strong>Harvard Business School</strong>, quella che in Italia chiameremmo la &#8220;Facoltà&#8221; di Economia del più antico ateneo degli Stati Uniti, ha premiato Steve Jobs come <em>“Best Performing CEO”</em> a livello mondiale, considerata la sua lunga presenza in Apple e la sua capacità di far crescere l’azienda della mela morsicata in valore di mercato.</p>
<p>Secondo i calcoli della <a href="http://hbr.org/2010/01/the-best-performing-ceos-in-the-world/" target="_blank">Harvard Business Review</a> dal 1997 (anno del suo ritorno in Apple come amministratore delegato) Jobs avrebbe generato un utile del <strong>3.188%</strong> per Apple, azienda che a dicembre 2009 ammonta ad un valore di <strong>150 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>A novembre Steve Jobs era già stato nominato da <a href="http://money.cnn.com/2009/11/04/technology/steve_jobs_ceo_decade.fortune/index.htm/" target="_blank">Fortune</a> <em>“CEO del decennio”</em>: ora arriva anche questo riconoscimento, ancor più autorevole data la fonte accademica. Un coronamento felice  per un anno complesso, in cui è tornato a calcare le scene internazionali dopo seri problemi di salute.</p>
<p>Data l’occasione, ci piace riportare il famoso <strong>discorso </strong><em>“Stay hungry, stay foolish”</em> dedicato da Steve Jobs ai laureati della <strong>Standford University</strong> nell’estate del 2005: un messaggio di testa e cuore, che invita i giovani a rimanere sempre svegli, a perseguire le proprie idee e i propri sogni. Anche quando questi sembrano impossibili da realizzare, anche quando la vita ti pone di fronte a difficoltà che sembrano insormontabili.</p>
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<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nFKY8CVwOaU" target="_blank">Qui</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gOoDxntjV7U" target="_blank">qui</a> la versione con i sottotitoli in italiano.</p>
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