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	<title>id_ AQuest &#187; marketing</title>
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		<title>Cartelloni digitali personalizzati: il prototipo di NEC</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[NEC]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Digital Signage Solution]]></category>

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		<description><![CDATA[L’advertising mirato sulle singole persone, stile Minority Report, sta per arrivare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/Minority_Report.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-840" title="Minority_Report" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/Minority_Report.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Ultimamente sembra che l’argomento preferito di id_ sia diventato il cinema&#8230; Ma non è colpa nostra se la settima arte riesce così bene a prevedere il futuro della tecnologia! Questa volta si parla di <em>Minority Report</em>: pardon, di <a href="http://www.nec.com/" target="_blank">NEC</a>, e delle affissioni (che termine antico!) personalizzate.</p>
<p>Il colosso giapponese ha annunciato infatti di aver realizzato una nuovissima tecnologia di riconoscimento istantaneo, chiamata <em>Next Generation Digital Signage Solution</em>, che proprio come nel film utilizza una microcamera per definire all’istante il target del passante, in modo da restituire un advertising ad esso dedicato.</p>
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<p>Il cartellone pubblicitario del futuro, che individua principalmente genere ed età dell’individuo, è già in fase di test in alcuni centri commerciali del Giappone e pare arriverà negli USA per la fine del 2010. Il <a href="http://www.telegraph.co.uk/technology/news/7411249/Minority-Report-digital-billboard-watches-consumers-shop.html" target="_blank">Telegraph</a> ha parlato di “invasione della privacy”, ma NEC in merito sostiene che l’anonimato delle persone è assicurato e che le immagini registrate vengono cancellate in tempi brevissimi.</p>
<p>Takeshi Yamamoto, vice presidente di NEC, sembra entusiasta del progetto, che vede già operativo in contesti pubblici di grandi dimensioni in cui siano presenti negozi, come ad esempio gli aeroporti. Non stupisce che già diverse aziende abbiano espresso interesse nei confronti di questa nuova tecnologia.</p>
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		<title>Be stupid: la nuova campagna Diesel</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 14:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante il solito spirito irriverente, se ne è parlato poco... E allora ne scriviamo noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-811" title="be_stupid_diesel" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Siamo abituati alle campagne marketing di Diesel: colorate, provocatorie, sexy. L’ultima, quella che vediamo in questi giorni affissa in giro per le città con cartelloni minimali, recita lo slogan <a href="http://www.diesel.com/be-stupid/" target="_blank">“BE STUPID”</a>, urlato con un bel maiuscolo.</p>
<p>Divertente il gioco linguistico che si ha nella traduzione dall’inglese all’italiano. “Be stupid” vuol dire semplicemente “essere stupidi”, ma può essere interpretato anche come un’esortazione: “Sii stupido!” E forse è proprio quest’ultimo il senso che Renzo Rosso e il suo staff vogliono veicolare.</p>
<p>Stupidità come imperativo per creare qualcosa di nuovo, nella convinzione che a badare a quelli svegli si ottengono solo critiche e parole, ma nulla di fatto. Chi invece osa, magari con idee che <em>possono sembrare a prima vista stupide</em>, spesso è proprio colui che ottiene successo.</p>
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<p>Oltre a promuovere il marchio e l’ultima collezione Diesel, la campagna marketing “Be stupid” è stata utilizzata dal famoso brand per <a href="http://recruit.diesel.com/" target="_blank">reclutare nuove leve</a>: chiunque poteva inviare un video a Diesel, a condizione di esserne il protagonista e di fare qualcosa di particolarmente stupido.</p>
<p>In definitiva, questa campagna per la primavera-estate 2010 non mette in mostra nemmeno una T-shirt: tutto è centrato sulla filosofia della creatività, sull’originalità e sul coraggio tanto caro a Diesel, che non a caso nasceva col marchio “Only the brave”. Perfino le foto dell’advertising sono apparentemente meno professionali e, in definitiva, meno patinate del solito.</p>
<p>Un messaggio, quello di Diesel, da prendere sul serio fino ad un certo punto: stupidità e mediocrità <em>vere</em> non scarseggiano certo, ma prendiamo come un bene il fatto che si possa essere autoironici e che da un’idea strampalata possa venir fuori qualcosa di efficacemente creativo.</p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-812" title="be_stupid_diesel_2" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_2.jpg" alt="" width="470" height="304" /></a></p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-813" title="be_stupid_diesel_3" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_3.jpg" alt="" width="470" height="304" /></a></p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-814" title="be_stupid_diesel_4" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_4.jpg" alt="" width="470" height="304" /></a></p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-815" title="be_stupid_diesel_5" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/be_stupid_diesel_5.jpg" alt="" width="470" height="304" /></a></p>
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		<title>Web Application: strategie anti crisi</title>
		<link>http://id.aquest.it/marketing/web-application-strategie-anti-crisi/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 13:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MB_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>

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		<description><![CDATA[I consigli di Forrester Research per affrontare le sfide del nuovo anno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/Forrester_Research_2010.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-665" title="Forrester_Research_2010" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/01/Forrester_Research_2010.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>L&#8217;autorevole <strong>Forrester Research</strong> nel suo report pubblicato qualche giorno fa &#8220;<a title="Top Five Changes For Application Development In 2010" href="http://www.forrester.com/rb/Research/top_five_changes_for_application_development_in/q/id/55646/t/2" target="_blank">Top Five changes for Application Development in 2010</a>&#8221; spiega alle aziende IT come affrontare l&#8217;anno  <strong>2010</strong> puntando su cinque fondamentali punti: cloud computing, web, flessibilità software, user experience e valorizzazione dei talenti.</p>
<p>Come diceva <strong>Niccolò Machiavelli</strong>: <em>&#8220;Non sprecare le buone l&#8217;opportunità create dalla crisi&#8221;</em>. Negli ultimi dodici mesi, la recessione  ha costretto tutti a pensare in che modo tagliare i costi e quali saranno i progetti e le strategie sulle quali si potrà in ancora investire. Forrester suggerisce questi cinque punti.</p>
<p>1) Affrontare l&#8217;argomento del <strong>cloud computing</strong>, tecnologia emergente, ma sulla quale potrebbe valer la pena di investire, anche se con le dovute cautele.<br />
2) Credere nel <strong>business online</strong> seguendo gli esempi dei colossi IT: più l&#8217;azienda è dinamica e orientata al web e più potrà affrontare le difficoltà che, inevitabilmente, ci saranno.<br />
3) Favorire la <strong>flessibilità</strong> e il costo delle  piattaforme, ad esempio sfruttando l&#8217;open source o il software on demand.<br />
4) Credere nella &#8220;<strong>user experience</strong>&#8220;, ovvero affidarsi non solo alla teoria ma anche alla passione.<br />
5) Credere nei <strong>talenti</strong> e nelle <strong>giovani leve</strong>, inserendole nel team di sviluppo: un&#8217;azienda dinamica crede alle giovani promesse e le fa crescere all&#8217;interno del proprio team.</p>
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		<title>Evoluzione di immagini e video nel marketing</title>
		<link>http://id.aquest.it/marketing/evoluzione-di-immagini-e-video-nel-marketing/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 09:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[La chiave del successo dei video orientati al marketing sul web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-490" title="video_sharing" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/video_sharing.jpg" alt="video_sharing" width="470" height="210" /></p>
<p>Quanto vende un’<strong>immagine</strong>? Più di mille parole, lo sappiamo. Foto e illustrazioni hanno fatto la fortuna di quella che chiamiamo volgarmente “pubblicità”, sulla carta e, soprattutto in tv.</p>
<p>I <strong>video </strong>sono la diretta evoluzione dell’immagine: facili da fruire, poco impegnativi, lanciano messaggi (non sempre sofisticati ed eleganti, a dire il vero) in qualche modo già “digeriti”, rimanendo impressi nella mente del pubblico-utente con il minimo sforzo da parte dello stesso.</p>
<p>E quando immagini e video sono troppo <strong>invasivi </strong>cosa facciamo? Giriamo pagina, cambiamo canale, chiudiamo il pop-up. E allora quell’immagine/video, che magari  a produrla ci è costata anche qualche soldo, a cosa è servita?</p>
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<p>Per funzionare OGGI, immagini e video devono farsi portatrici di significati ulteriori oltre a quello visuale-superficiale: devono generare una <strong>condivisione </strong>di esperienze. Ecco perché le maggiori aziende a livello internazionale sfruttano le potenzialità di Flickr, YouTube e Vimeo, le principali piattaforme per foto e video, unite a quelle di Facebook e gli altri <strong>social network</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hai una richiesta d&#8217;amicizia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RC_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[SEAT]]></category>
		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Magari ci scappa un giro con la macchina esoterica... alla faccia di Roberto Giacobbo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-451" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/enrico_rinaldi.jpg" alt="enrico_rinaldi" width="470" height="210" /></p>
<p>Una decina di giorni fa circa loggo su Facebook, giusto per controllare se c&#8217;è qualche novità.<em><br />
</em><strong>Hai una richiesta d&#8217;amiciza</strong><br />
Va bene, mi dico, vediamo chi è. Dall&#8217;altra parte un certo Enrico Rinaldi. Il suo nome non mi dice nulla, ma non è la prima volta che capita, potrebbe benissimo essere l&#8217;amico dell&#8217;amico dell&#8217;amico di cui conosco solo il soprannome. La foto utilizzata come avatar poi non mi è assolutamente d&#8217;aiuto: un tipo sulla cinquantina seduto ad una scrivania. Mah! Nel dubbio non accetto, ma nemmeno rifiuto perché il tizio in questione ed io abbiamo un numero di amici in comune che sfora la doppia cifra e il beneficio del dubbio è il minimo sindacale in casi come questo. Decido quindi che chiederò a qualcuno di illuminarmi&#8230;</p>
<p>Passano i giorni e non essendo un incallito fruitore di social network dimentico l&#8217;episodio. Fino ad oggi. Già, perché nel pomeriggio, sondando la rete alla ricerca di notizie interessanti, su <a href="http://www.ninjamarketing.it/2009/12/10/seat-bocanegra-lutilitaria-esoterica/" target="_blank">Ninja Marketing</a> riconosco il buon vecchio Enrico Rinaldi e a quel punto non posso fare a meno di leggere il breve post a lui dedicato.  Vengo a sapere così che colui che tanto brama la mia amicizia lavora dal 2001 come ingegnere capo alla SEAT, ma soprattutto guardo il video nel quale dice di voler svelare alcune verità nascoste riguardanti l&#8217;ultimo progetto che ha supervisionato: Bocanegra.</p>
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<p>A questo punto, a chi dubitasse ancora di trovarsi di fronte all&#8217;ultima campagna virale consiglierei di visitare il blog personale di Rinaldi (<a href="http://enricorinaldi.blogspot.com/" target="_blank">qui</a>), il portale d&#8217;informazione <a href="http://www.bignews.altervista.org/#" target="_blank">Big News</a> e soprattutto il sito specializzato <a href="http://occultissimo.xoom.it/" target="_blank">Esoterissimo</a>.<br />
Fatto questo la richiesta d&#8217;amicizia potrebbe essere d&#8217;obbligo. Potrebbe.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Trema tutto! Ancora una volta&#8230;</title>
		<link>http://id.aquest.it/marketing/e-tempo-di-reagire-ancora-una-volta/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RC_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>

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		<description><![CDATA[Demolire YouTube può salvare il pianeta? Per qualcuno la risposta è sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-209" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/prova02.jpg" alt="prova02" width="470" height="210" /></p>
<p>Da quanto sono riuscito a capire, la Acciona è un colosso spagnolo con sedi anche negli Stati Uniti che opera in vari settori come quello dell&#8217;ingegneria civile, delle costruzioni, della logistica e dei trasporti. Tra le altre cose si occupa anche di energie rinnovabili ed è appunto per pubblicizzare questa sua attività che la società spagnola si è affidata alla McCann Erickson di Madrid.</p>
<p>La campagna, chiamata Re_, ha preso forma in un canale su YouTube (<a href="http://www.youtube.com/experiencere" target="_blank">qui</a>) dove, sulle note di una cover di <em>Pure Immagination</em>, vediamo un tizio esplodere ed andare letteralmente a pezzi, come una statua di gesso. La cosa interessante è che non è la sola cosa a subire dei danni&#8230; Il risultato è di indubbia qualità (merita una visita anche il <a href="http://www.re.acciona.com/" target="_blank">sito</a>) e l&#8217;effetto è assicurato, tanto da rischiare di distogliere l&#8217;attenzione da quello che può essere il vero intento della campagna.</p>
<p>Making of:<br />
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<p>Ad essere sinceri, ci sarebbe da aggiungere che l&#8217;idea non è del tutto nuova. Già un anno fa infatti, Nintendo aveva addottato la stessa tecnica per promuovere l&#8217;uscita di <a href="http://www.youtube.com/wariolandshakeit2008" target="_blank">Wario Land: Shake It</a>. La visione anche in questo caso è obbligatoria, anche perché il legame idea-prodotto in questo caso è sicuramente più forte.</p>
<p>Vedere per credere!</p>
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		</item>
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		<title>Into the wild&#8230;</title>
		<link>http://id.aquest.it/marketing/into-the-wild/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 12:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RC_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Skype]]></category>
		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[... Con una cabina telefonica però! Guardate cosa si sono inventati quelli di Skype.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-181" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2009/12/into_the_wild.jpg" alt="Into The Wild" width="470" height="210" /></p>
<p>L&#8217;obiettivo di Skype è quello di promuovere il suo servizio di chiamate a basso costo e per fare ciò si è affidata a <a href="http://theviralfactory.com/" target="_blank">The Viral Factory</a>. Quel che ne risulta è un viral in Live-Streaming della durata di dieci giorni: the phone box experiment.</p>
<p>Dopo una serie di audizioni, la scelta su chi sarà il <em>wilderness man</em> protagonista della campagna è caduta su Rob Cavazos, ventottenne messicano, che si accamperà per tutta la durata dell&#8217;evento a fianco di una cabina telefonica installata per l&#8217;occasione in una zona desertica nel sud della Spagna.</p>
<p>Rob parla correttamente inglese, spagnolo e tedesco. Se volete contattarlo e interagire con lui in tempo reale non dovete fare altro che aprire il vostro Skype e chiamare il numero che trovate sul <a href="http://phoneboxexperiment.com/" target="_blank">sito</a>.<br />
Enjoy!</p>
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