Nonostante il solito spirito irriverente, se ne è parlato poco… E allora ne scriviamo noi.
Siamo abituati alle campagne marketing di Diesel: colorate, provocatorie, sexy. L’ultima, quella che vediamo in questi giorni affissa in giro per le città con cartelloni minimali, recita lo slogan “BE STUPID”, urlato con un bel maiuscolo.
Divertente il gioco linguistico che si ha nella traduzione dall’inglese all’italiano. “Be stupid” vuol dire semplicemente “essere stupidi”, ma può essere interpretato anche come un’esortazione: “Sii stupido!” E forse è proprio quest’ultimo il senso che Renzo Rosso e il suo staff vogliono veicolare.
Stupidità come imperativo per creare qualcosa di nuovo, nella convinzione che a badare a quelli svegli si ottengono solo critiche e parole, ma nulla di fatto. Chi invece osa, magari con idee che possono sembrare a prima vista stupide, spesso è proprio colui che ottiene successo.
Oltre a promuovere il marchio e l’ultima collezione Diesel, la campagna marketing “Be stupid” è stata utilizzata dal famoso brand per reclutare nuove leve: chiunque poteva inviare un video a Diesel, a condizione di esserne il protagonista e di fare qualcosa di particolarmente stupido.
In definitiva, questa campagna per la primavera-estate 2010 non mette in mostra nemmeno una T-shirt: tutto è centrato sulla filosofia della creatività, sull’originalità e sul coraggio tanto caro a Diesel, che non a caso nasceva col marchio “Only the brave”. Perfino le foto dell’advertising sono apparentemente meno professionali e, in definitiva, meno patinate del solito.
Un messaggio, quello di Diesel, da prendere sul serio fino ad un certo punto: stupidità e mediocrità vere non scarseggiano certo, ma prendiamo come un bene il fatto che si possa essere autoironici e che da un’idea strampalata possa venir fuori qualcosa di efficacemente creativo.